Reparti accorpati a Chieti È polemica: servizi spariti

Denuncia di Pupillo, Marongiu e M5S: «Via medicina nucleare e laboratorio analisi» Contestate le decisioni della Asl: «Strategia per depotenziare il presidio e chiuderlo»
LANCIANO. «Medicina nucleare cancellata, laboratorio analisi depotenziato, radiologia in ginocchio, personale allo stremo e nuovo ospedale che resta un sogno: è questo il rilancio dell’ospedale Renzetti da parte della giunta di centrodestra». «C’è una precisa strategia per cancellare l’ospedale, fatta di mutilazioni continue da parte di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia». Sono il consigliere regionale Francesco Taglieri, il sindaco Mario Pupillo e il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu a denunciare le condizioni in cui versa l’ospedale ti e l’ennesimo colpo che subisce. «Dalla bozza della rete ospedaliera è scomparsa la medicina nucleare», attacca Taglieri, «un reparto modello che in epoca pre Covid superava i 12mila esami all’anno, molti dei quali legati alla Moc, essenziale per diagnosticare l’osteoporosi, oltre ad ecografia tiroidee, agoaspirato e scintigrafia ossea. Un reparto che ha un medico, due tecnici di radiologia e due infermieri, che invece di essere ringraziati per lo straordinario lavoro portato a termine, saranno ricompensati con la chiusura dell’unità. Così i circa 400mila abitanti che fanno riferimento alla Asl 02 avranno a disposizione esclusivamente la medicina nucleare di Chieti. Che non può reggere il carico di lavoro dell’intera provincia». Chieti che, con il suo laboratorio analisi, assorbirà anche il laboratorio di Lanciano, declassato da unità complessa a semplice. «Si sta compiendo il disegno del direttore Thomas Schael», commenta Taglieri, «che da una parte punta a una centralizzazione a discapito dei presidi sparsi sul territorio, e dall’altra esternalizza servizi».
E in ginocchio c’è pure la radiologia. «Il reparto che rappresenta il cervello pensante di un ospedale, è ormai fuori controllo», dice Marongiu, «mancano medici per la mammografia, per le risonanze e i radiologi a tempo determinato stanno per trasferirsi a Pescara con contratti a tempo indeterminato e questo porterà alla paralisi. Per non parlare della tac: dov’è?». «Manca il personale ovunque», continua il sindaco. «Non c’è il direttore sanitario che sarà condiviso con Vasto: assurdo. Non si nomina il primario della neurologia da anni, si incentiva il precariato che non permette di lavorare in tranquillità e di fare programmazione. Ci sono mutilazioni continue, perché così scende la produttività e si può chiudere il Renzetti». «E infatti anche il nuovo ospedale resta al palo», dicono Pupillo e Marongiu, «denunciammo mesi fa che mentre per Avezzano si andava avanti con un incarico di progettazione, Lanciano e Vasto erano ferme. Ora questa giunta è ripartita per i nuovi ospedali da quanto fatto tra il 2016 ed il 2018, con due anni di ritardo. E in ritardo è la rete ospedaliera che prevede altri tagli per Lanciano».

