Reperti a San Biagio: sono bizantine le tombe riaffiorate

6 Settembre 2015

Sopralluogo dei tecnici della Soprintendenza regionale Ma gli scavi saranno coperti per far ripartire i lavori in strada

LANCIANO. Il cuore vecchio della città restituisce nuovi tesori. Sono di epoca bizantina, ovvero del VI-VII secolo d.C., le due tombe e la parte più bassa dell’antica scalinata di San Biagio, emersi sul fianco della chiesa, una delle prime ad essere edificata in città.

Tesori venuti alla luce durante gli scavi per il rifacimento di via Dei Frentani, lavori che, proprio per permettere la datazione delle tombe e del muro rinvenuto, sono fermi. «Si tratta di due tombe a cassone», spiega l’archeologo ispettore della Soprintendenza dell’Abruzzo, Andrea Staffa, «ovvero tombe che avevano al fondo tegole reimpiegate, databili tra il VI-VII secolo. Epoca altomedievale, bizantina. Anche la scalinata, non la parte più alta che era visibile -a detta anche dei residenti- fino agli anni dell’immediato dopoguerra quando il livello della strada era più basso di quello attuale, ma quella più bassa è dello stesso periodo».

Una scoperta importante per la datazione, la stratificazione storica dell’area. «Sono tombe adiacenti la chiesa di San Biagio che è la più antica della città (anno 1059, ndc)», riprende Staffa, «che fanno presumere che ci sia stato un luogo di culto ben più antico. Sarebbe bello poter analizzare meglio l’area, scavare più in profondità ma non è semplice, né sicuro per la chiesa. L’occasione potrebbe tornare con il restauro di San Biagio, quando ci sarà. Per ora è già molto importante che il Comune collabori con la Soprintendenza permettendo la supervisione dei lavori in una zona ricca di reperti archeologici. Non escludo altri ritrovamenti con il proseguo dei lavori».

Certo è che i lavori prevedono il rifacimento della fognatura che non è molto profonda. Ma nell’area vecchia sono stati rinvenuti molti reperti: diversi materiali ceramici risalenti all’età del ferro (secolo IX a.C.), i resti di due complessi monumentali databili tra il I secolo a.C. ed il I d.C.

Dieci anni fa, sempre lungo via Dei frentani, nella parte del convento delle Piccole suore operaie, sono state scoperte fondamenta e pavimentazioni di abitazioni di epoca romana e altomedievale.

Nell’aprile 2013, durante i lavori di restauro della Torre di San Giovanni ad opera dell’associazione “Amici di Lancianovecchia”, sono stati trovati reperti ceramici del XIV secolo e un preziosissimo paramento liturgico del XIV secolo, che ora è in fase di restauro. I

Insomma, i reperti ci sono, il problema è conservarli. Come accaduto 3 anni fa all’arco del ponte di epoca tardo romana rinvenuto sotto la rotonda di Santa Chiara, che è stato ricoperto, anche questi tesori saranno di nuovo sepolti.

Entro lunedì, infatti, dovranno essere chiusi per far ripartire i lavori lungo la via. A meno di miracoli, il futuro di questi reperti bizantini è di nuovo l’oblio.

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