«Residence abusivo, Molino si dimetta»

Alinovi (Codici) e Moretti (Osservatorio antimafia) contro il presidente della Commissione territorio
VASTO. Chiedono le dimissioni di Domenico Molino, presidente della Commissione assetto del territorio, e lanciano strali all’indirizzo di quei consiglieri comunali favorevoli al cambio di destinazione d’uso dell’elegante complesso residenziale di contrada San Tommaso. Neanche il cambio di rotta della maggioranza di centrosinistra, che si concretizza in una proposta di delibera contraria alla “sanatoria” delle 101 unità immobiliari realizzate alla Marina, in zona Sic (sito di interesse comunitario), è riuscito a placare le polemiche. La richiesta presentata da Filippo Molino, titolare dell’impresa che ha costruito il residence finito nel mirino della magistratura, è il piatto forte dell’assemblea civica in programma oggi, alle 9. «Il Molino Village è il più grosso abuso edilizio commesso a Vasto in questi ultimi anni», attaccano Riccardo Alinovi (Codici) e Stefano Moretti (Osservatorio regionale antimafia), “la società costruttrice avrebbe dovuto realizzare un villaggio turistico e non alloggi per civile abitazione. Chi ha comprato quegli appartamenti non poteva non essere a conoscenza della loro originaria destinazione urbanistica. In questa vicenda ci sono troppi passaggi sospetti. L’ex procuratore capo Francesco Prete ha tentato di smantellare il vaso di Pandora di questa città, ma è stato trasferito». I due referenti chiedono le dimissioni di Domenico Molino, consigliere comunale Pd, che nei giorni scorsi ha annunciato il suo voto favorevole, sostenendo che la richiesta del costruttore è legittima. «Si deve dimettere», incalzano Alinovi e Moretti, «non è possibile che il presidente della Commissione assetto del territorio sia in disaccordo con la linea del suo partito. Quali interessi difende? Per non parlare di quei consiglieri di minoranza che si accaniscono tanto con chi non paga i tributi, ma si preparano a votare a favore di una dubbia operazione edilizia». E infine la proposta. «A questo punto due sono le strade: l’acquisizione del complesso immobiliare o la sua demolizione», aggiungono, «il Comune entri in possesso della struttura e la destini agli sfrattati». Oggi la parola passa al consiglio comunale, che per la seconda volta si occuperà dello scottante argomento. La richiesta di cambio di destinazione d’uso del Molino Village era approdato in aula un anno fa per essere ritirata dal sindaco Luciano Lapenna a causa delle tante assenze. In quella occasione, però, la proposta di delibera da sottoporre alle forze politiche di maggioranza e di minoranza era di segno opposto, cioè favorevole alla sanatoria. A cosa imputare il cambio di rotta? Forse ai rinvii a giudizio disposti dalla magistratura?
Anna Bontempo
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