Residenti esasperati «Il 15 tutti in Comune»

10 Giugno 2017

L’Aca si discolpa: «La gestione non è nostra. E la portata è quella storica» In via Pescara fogne ancora in tilt: da gennaio 6 rotture nello stesso posto 

CHIETI. I residenti imbufaliti lanciano la protesta: giovedì prossimo, ore 9, tutti in Comune. «E non ce ne andremo sino a che qualcuno non ci dirà perché allo Scalo c’è meno acqua del solito». La minaccia è della signora Elda Capriotti, docente alla Mezzanotte e residente in via Pansa, nei pressi della scuola media scalina. «Vivo con la mia famiglia al sesto piano», spiega la signora, «il mio condominio non ha l’autoclave, cosicché mi sono attrezzata da sola con un piccolo serbatoio e una mini caldaia. Ma a questo punto non basta più nemmeno questo. Perché siamo rimasti per 15 ore senz’acqua e il serbatoio non è riuscito a caricarsi».
Esasperante scaricabarile. Da circa due mesi la carenza idrica scalina, partita con la scoperta nel 2007 dell’acqua inquinata di Bussi e la conseguente chiusura dei pozzi, è diventata molto più pesante. I residenti cercano di capire perché, ma non trovano risposte. Chiamano in continuazione Aca e Comune:«All’Aca non rispondono mai», dice la signora Maria Conca, «e quando riesci a parlarci, non ti dicono nulla lo stesso. E poi per il Comune è colpa dell’Aca e viceversa». Altri residenti hanno chiamato i vigili urbani per sapere se c’erano nuove rotture, ed è stato detto di no. «Paghiamo le bollette e vogliamo il servizio. Altrimenti ridateci i soldi». La proposta del consigliere comunale Alessandro Marzoli andava proprio in questo senso: annullare le bollette nelle case dove l’acqua arriva pochissimo. Marzoli aveva chiesto anche un consiglio comunale ad hoc e ora i residenti vogliono che si fissi la data.
L’Aca si discolpa. «Noi non c’entriamo nulla. La gestione è del Comune». A parlare è il direttore tecnico Aca, Lorenzo Di Veio. «Noi ci limitiamo a fornire acqua come abbiamo sempre fatto. La portata è quella storica. Probabilmente il problema è dovuto alle rotture sulla rete. Se aumentano le perdite, è ovvio che c’è meno acqua».
Via Pescara, fogne otturate. In via Pescara il problema non è solo la rete idrica colabrodo, ma anche quella fognante. Nel cortile di uno dei condomini del Villaggio Celdit dall’inizio dell’anno la fogna si è otturata sei volte, invadendo di liquami maleodoranti sia il cortile, sia la base della grande autoclave che serve 74 famiglie. «L’acqua sporca ha iniziato a gorgogliare fuori dal tombino che abbiamo in cortile», dice il signor Augusto Toro, «l’aria è diventata irrespirabile, anche dentro casa. Abbiamo chiamato la ditta per lo spurgo, ma i liquami sono rimasti alla base dell’autoclave. Abbiamo paura di doverlo chiudere per motivi igienici. Ma 74 famiglie resterebbero a secco. Soprattutto dal terzo piano in poi».