Resort, giunta e Pagliaroli assolti anche in appello

2 Luglio 2016

SAN VITO. Tutti assolti, di nuovo. La Corte di appello dell’Aquila ha confermato la sentenza di primo grado (marzo 2015) di assoluzione dal reato di concorso in abuso di ufficio per il sindaco Rocco...

SAN VITO. Tutti assolti, di nuovo. La Corte di appello dell’Aquila ha confermato la sentenza di primo grado (marzo 2015) di assoluzione dal reato di concorso in abuso di ufficio per il sindaco Rocco Catenaro, degli assessori e consiglieri comunali Lorenzo Staniscia, Antonio Iarlori, Daniela Giuliante, Luigi Comini, Domenico D’Alessandro, Giuseppe De Nobile, Massimo D’Alessandro e Giovanni Berghella, e dell’imprenditore Gianni Pagliaroli. Erano accusati di aver adottato illegittimamente nel 2011 la variante al piano regolatore che ha trasformato il sito di Colle Foresta, dove la Pagliaroli vuole costruire il San Vito Resort Village (struttura ricettiva a 5 stelle), da agricolo a turistico-ricettivo. In primo grado erano stati assolti tutti e adesso la Corte di appello, a cui aveva presentato ricorso nel luglio 2015 l’ex procuratore Francesco Menditto chiedendo per tutti condanne a due anni, ha ribadito l’assoluzione con formula piena. «Esprimo a nome di tutti la più grande soddisfazione per questa decisione che rappresenta un’ulteriore conferma della legittimità e trasparenza del nostro operato», dice il sindaco Catenaro, che ringrazia gli avvocati Giuliano Milia e Nicola Rullo e gli altri consulenti, «dobbiamo prendere atto purtroppo che, a causa della pretestuosa ed infondata denuncia presentata 15 giorni prima delle ultime elezioni comunali, da parte di Gianfranco Basterebbe, ora “premiato” con la nomina a presidente della Sasi, e sempre sostenuta dal Pd locale, questo progetto, fondamentale per lo sviluppo turistico-economico della nostra cittadina, è rimasto bloccato per ben 4 anni. Così come è stato congelato», continua Catenaro, «il finanziamento di circa 25 milioni di euro che il ministero dello Sviluppo economico ed Invitalia avevano deliberato in favore della progettualità ricomprendendola nell’ambito dei contratti nazionali di sviluppo turistico. Senza quella scellerata ed infondata denuncia a quest’ora l’opera sarebbe in via di completamento e il Comune, indebitato, avrebbe iniziato ad incassare gli oltre 2,5 milioni di euro dovuti dal privato a titolo di oneri compensativi e destinati a finanziare opere pubbliche, nonché gli oneri concessori e circa 300mila euro l’anno di Imu e, soprattutto, si sarebbero già creati nuovi posti di lavoro per i sanvitesi». Il progetto del resort è ora all’esame alla conferenza dei servizi. «Ho sempre confidato nell’operato della magistratura», commenta Pagliaroli, «quattro anni di indagini e tempeste vissuti con la consapevolezza di aver sempre svolto il mio lavoro con dedizione, correttezza e professionalità. La giustizia ha vinto sulla strumentalizzazione ideologica». (t.d.r.)

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