«Restate vicine a chi vi vuol bene»

22 Novembre 2015

Così il fratello Giuseppe saluta per sempre la mamma e la sorella

RAPINO. Ci sono momenti in cui è difficile non piangere come ieri quando Simone ha letto in chiesa la lettera d’addio di Giuseppe alla mamma e alla sorella.

«No, non ancora riesco a crederci: tutto questo sembra un brutto incubo da cui aspetto solo il momento giusto per svegliarmi. Non poteva succedere proprio adesso che tu, Concettì, per la seconda volta avevi sconfitto la malattia e che tu, Sà, avevi trovato l’amore vero, quello che ti aveva fatto perdere la testa. Non meritavate tutto questo proprio adesso. Concettì, forse a volte ho detto delle parole sbagliate, ferendoti. Forse non sono il figlio perfetto. Forse a volte, senza volerlo, ti ho trascurata. Forse non sono riuscito a darti soddisfazioni rapportate a tutti i suoi sacrifici. Forse ho avuto delle mancanze nei tuoi confronti. Però voglio dirti che, se sono così, il merito è solo tuo e di papà. E sono fiero di questo. Concettì, voglio scioglierti un altro dubbio: visto che ultimamente non facevi altro che scusarti per il fatto che pensavi che per noi eri solo un peso a causa di questa malattia, no, non eri per niente un peso: rimanere con te mi faceva stare bene, mi faceva stare felice. Sandra, perché anche tu? La risposta che mi dò è che forse la mamma aveva bisogno di te, della sua infermiera di fiducia anche lassù: non ci sono altre spiegazioni. Mi avevi fatto delle promesse: come quella di andare ai prossimi concerti di Vasco, promessa che non hai mantenuto. Scusami anche tu se a volte sono stato duro e ho usato parole brutte. Scusami per tutte le litigate. Ma sappi che ti ho voluto e ti vorrò sempre bene. Voi, con la vostra bontà, con il vostro sorriso, avete fatto innamorare tutti. E proprio per questo che nessuno, adesso, riesce ad accettare una tragedia simile. Spero solo che non abbiate sofferto. Come dicono i nostri Modà: “Se se l’è portate via, è perché nel cielo servivano le stelle più belle”. Quindi adesso, dopo questo scherzetto che ci avete fatto, di andarvene senza nemmeno avvisarci, dovete rimediare: dovete pregare e stare vicino a chi vi vuole bene, soprattutto nei momenti bui. Dateci la forza di ripartire. Adesso mi sento perso, mi sento vuoto. Volevo ringraziare tutti quelli che sono venuti qui. Volevo ringraziare soprattutto te, Francesco, che hai reso fantastici questi sei mesi di mia sorella, rendendola felice fino all’ultimo istante».