Restaurata la Colonnetta ma in Comune è polemica

L’intervento realizzato dalla ditta del vicesindaco De Cesare e donato alla città I consiglieri di FdI: «Il logo dell’azienda sull’invito alla cerimonia è marketing»
CHIETI . Avvolta nel tricolore, la Colonnetta restaurata è stata scoperta ieri mattina, nel corso di una cerimonia alla presenza del sindaco Diego Ferrara, del vice Paolo De Cesare, del presidente del consiglio comunale Luigi Febo, del senatore Luciano D'Alfonso, di assessori e consiglieri comunali. È stato inaugurato così un atto di mecenatismo voluto dall'impresa De Cesare, la famiglia dello stesso vicesindaco, che ha portato al completo restauro, dopo decenni di abbandono, del monumento simbolo di Chieti Scalo. Si tratta di un antico cippo miliare punto di riferimento per la viabilità e da cui prende il nome la strada che collega Chieti Scalo alla parte alta della città. L'intervento di restauro completo, costato 20.000 euro e che ha ricompreso l'illuminazione del monumento, che ne era privo, è stato eseguito insieme alla progettazione, sempre dall'impresa De Cesare che lo ha donato gratuitamente alla città.
Ma a rovinare la festa all'amministrazione comunale ci ha pensato il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia. Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia si dicono «esterrefatti di fronte all'invito per l'inaugurazione di un restauro di un bene pubblico, con in alto, nel mezzo dell'intestazione, il logo della ditta esecutrice». Il riferimento è al biglietto inaugurale della Colonnetta di piazzale Marconi, diffuso sulle pagine social del Comune con i loghi dell'ente e quello dell'impresa De Cesare. «Non mettiamo in discussione la bontà dell'impresa esecutrice», precisano i tre consiglieri, «che ha restaurato l'antico manufatto a proprie spese e ci auguriamo sotto lo sguardo vigile della Soprintendenza, ma troviamo assurdo che addirittura l'invito inaugurale di un bene pubblico che viene restituito alla città, debba esser fatto con il logo della stessa impresa, assoggettando l'ente ad una logica privatistica di marketing aziendale, senza tener minimamente conto che si sta parlando del patrimonio dei cittadini di Chieti, non di certo di una sola famiglia».
Ferrara ha invece ringraziato la ditta De Cesare per il gesto fatto, gesto che Angelo De Cesare ha voluto dedicare al padre Ulrico, recentemente scomparso. «Abbiamo accolto tale atto di liberalità», ha detto il sindaco, «con la speranza che l'esempio possa essere seguito da altre imprenditorialità cittadine, perché tutte le forze vive della città partecipino alla sua crescita e si prendano cura, con noi, della sua bellezza, com'è accaduto in questo caso. Una via che abbiamo aperto anche per la manutenzione e la tutela delle aree verdi pubbliche», ha sottolineato il sindaco, «con un grande successo di adesioni, per fare in modo che chi vuole mettersi a disposizione della città, possa dare il proprio contributo secondo le normative e in trasparenza, in modo da unire le forze dell'ente a quelle della comunità e decidere come calibrare gli interventi possibili dalla sinergia pubblico-privato». (a.i.)
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