Restaurata la Croce rubata E la chiesa diventa museo

7 Giugno 2018

L’opera di Nicola da Guardiagrele torna all’antico splendore dopo i lavori E il sindaco dona a Santa Maria Maggiore antiche opere di oreficeria

GUARDIAGRELE. Presentato, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, il restauro della famosa Croce Processionale di Nicola da Guardiagrele, trafugata nel settembre del 1979 e poi ritrovata a pezzi negli anni successivi. «Il lavoro di restauro», spiega il sindaco Simone Dal Pozzo, «riguarda precisamente l’operazione di riposizionamento della testina, individuata nel 2014 dal giovane storico Pietro D’Amico nella formella d’argento della Resurrezione. Un delicato intervento che è stato eseguito dal professor Sante Guido, uno dei maggiori studiosi delle opere di Nicola da Guardiagrele». Il primo cittadino ha poi ufficializzato la consegna in comodato d’uso alla parrocchia di Santa Maria Maggiore di alcune opere di oreficeria da decenni custodite nel caveau della tesoreria comunale: «Un’operazione che il Comune aveva già più volte inutilmente tentato di effettuare nel passato. Infatti», dice il sindaco, «da alcuni documenti rinvenuti, risulta che un primo tentativo, andato a vuoto, fu fatto nel lontano 1937. Nell’aprile del 1988, il consiglio comunale votò poi una delibera con la quale dichiarava di voler offrire in comodato d’uso alla parrocchia le opere sacre, ma il passaggio non fu però mai effettuato». Dal Pozzo, ha quindi calorosamente ringraziato Guido D’Amico, il docente Gabriele Vitacolonna e il parroco don Nicola Del Bianco per l’impegno profuso per il raggiungimento dell’importante restauro. Don Nicola ha poi sottolineato che è intenzione della parrocchia allargare le esposizioni museali cittadine mettendo a disposizione della comunità altri spazi di proprietà della Chiesa. «Sarebbe però anche opportuno», evidenzia il sacerdote, «creare per i visitatori delle nostre ricchezze una più ampia rete di accoglienza». Il professor Guido ha ricordato che con il riposizionamento della testina nella formella d’argento si è andati quasi a completare la scena del Cristo Risorto, ora priva solo del vessillo del Redentore e dell’aureola.
L’incontro è stato chiuso dall’intervento di Pietro D'Amico che, in una mirabile sintesi, ha ripercorso tutte le varie tappe che lo hanno portato all’identificazione del prezioso frammento della testina.