Restauro Palazzo d’Achille sbloccato l’appalto finale

Riapre il cantiere della sede del Comune: a una ditta aquilana i lavori da 363mila euro Stangata per pagare l’affitto all’ex Banca d’Italia: in 10 anni sono stati spesi 1,3 milioni
CHIETI. I lavori, dopo 6 anni di gestazione, erano partiti il 17 dicembre del 2015: in 420 giorni avrebbe dovuto essere finita la ristrutturazione da 2,4 milioni di Palazzo d’Achille, sede storica del Comune lesionata dal terremoto del 6 aprile 2009. Il municipio, sfrattato in una sede provvisoria presa in affitto dalla Banca d’Italia a 10mila euro al mese, avrebbe dovuto riaprire l’8 febbraio 2017. Lunedì prossimo, invece, partirà l’ultima fase del cantiere in piazza San Giustino. Il Comune addossa le responsabilità del ritardo alle imprese: «Dopo le inadempienze causate dalle ditte che si erano aggiudicate l’appalto», annuncia l’assessore Raffaele Di Felice, «i lavori di completamento di Palazzo d’Achille saranno portati a termine con l’obiettivo di consegnare ai cittadini, quanto prima, la casa comunale». È un altro passo avanti per cambiare il centro della città. Ma dopo promesse e previsioni mai rispettate, adesso, la politica non dà più una scadenza: «Quanto prima», è l’impegno dell’assessore. Il Comune, però, deve fare in fretta. Per due motivi. Il primo: i conti in rosso obbligano l’amministrazione ad affrancarsi la spesa dell’affitto della sede di corso Marrucino che finora è costata quasi 1,3 milioni: il Comune ha pagato 11.650 euro al mese fino al 30 giugno 2014, cifra poi ridotta a 9.902,50. Il secondo motivo riguarda le elezioni: fra 7 mesi, il centrodestra vuole ripresentarsi agli elettori con il cantiere chiuso.
Il contratto con la ditta Troso Osvaldo srl di Lecce è stato rescisso per inadempimento: l’appalto finale è passato alla seconda classificata del bando, il consorzio Rennova dell’Aquila che riunisce 9 ditte: 363mila euro di lavori. Secondo le perizie del Comune, la Troso ha concluso l’83% degli interventi: manca, dice l’assessore, «il completamento pavimentazioni e rasature pareti, impianti climatizzazione piano terra, infissi interni e quota residuale infissi esterni, completamento finiture e sanitari locali diurno, restauro portone. Si procederà prima con la pulizia per poi proseguire con la ristrutturazione. A fine appalto», precisa Di Felice, «dovranno essere forniti arredi e corpi illuminanti». Ci vorranno almeno 4 mesi e, poi, il trasloco: fino a giugno, il Comune dovrebbe restare sul Corso. E continuare a pagare l’affitto.
Ma l’83% dei lavori già finiti rappresentano un risultato per l’assessore: «Sono stati già realizzati il recupero dell’edificio mediante specifiche tecnologie e materiali per il consolidamento degli elementi portanti, l’installazione di nuovi impianti tecnologici, la ristrutturazione e sostituzione della pavimentazione, degli infissi interni ed esterni, il nuovo impianto di riscaldamento, l’adeguamento degli ascensori, intonaci e tinteggiature interne, l’adeguamento impiantistico generale oltre all’adeguamento di sicurezza e antincendio».

