Reumatologia spostata a Casoli: altre proteste

Atessa. Il Comitato del territorio: da Regione e Asl solo promesse, dove sono finiti Verì e Campitelli?
ATESSA. «Un altro scippo è stato fatto all’ospedale San Camillo de Lellis. Ora è toccato all’eccellente ambulatorio di reumatologia. Promettiamo battaglia»: tuona così il Comitato in difesa del territorio dopo che la Asl ha annunciato il trasferimento del servizio nel presidio territotiale di Casoli, così com’è avvenuto per altri ambulatori, dopo che il San Camillo è diventato ospedale Covid.
«Noi del Comitato, ma pensiamo buona parte dei cittadini», è scritto in una nota del sodalizio, «speravamo che a breve sarebbero ritornati i servizi che ci avevano tolto. Invece qui continuano a togliere e a svuotare il distretto pezzo dopo pezzo. Un’intera popolazione presa in giro dalla Asl, dalla Regione e dai politici locali vicini ad entrambe. Questi ultimi si erano impegnati, in più dichiarazioni, non solo a fermare lo scippo ma anche a potenziare il distretto. Ad oggi registriamo l’ennesima presa in giro. Tutto in nome di un “mezzo” ospedale Covid che per numeri e carenza di investimenti (altra presa in giro) assomiglia più ad un albergo».
Per il comitato al San Camillo «c’è già un percorso “no Covid” in sicurezza per accedere al poliambulatorio, e tanti altri locali liberi (reumatologia ha bisogno di due stanze senza pretese) non vediamo l’utilità di questo altro affronto».
Continua quindi il braccio di ferro, soprattutto con la Asl. «Sono passati 58 giorni senza servizi. Giorni di appelli al buon senso e di innumerevoli richieste fatte dall’amministrazione comunale, dai cittadini, dai politici e dalle associazioni. Tutte rimaste inascoltate. Segno tangibile di una politica sanitaria prepotente e arrogante a cui importa solo esercitare il potere calpestando diritti ed esigenze dei cittadini. Indifferenza e distacco frutto di logiche spartitorie della Regione che hanno stabilito che i cittadini di Atessa, insieme a quelli del circondario, siano cittadini di serie B. Mentre i consiglieri regionali di Vasto hanno già levato gli scudi in difesa del San Pio, i nostri assessori regionali, Nicoletta Verì e Nicola Campitelli, che fine hanno fatto? E i loro referenti atessani tanto vicini alla Asl, che promettevano che nulla sarebbe stato più toccato, dove sono andati a finire?».
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