Revocata la libertà, ergastolano in carcere

19 Maggio 2021

Un 65enne siciliano condannato per omicidio torna in cella: violate le prescrizioni della messa in prova

VASTO. Dopo 36 anni di carcere aveva ottenuto la libertà condizionale. Ma il provvedimento è stato revocato per ripetute violazioni delle prescrizioni imposte. Per G.O., 65 enne originario della provincia di Messina, si sono riaperte le porte del carcere. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri in esecuzione di un provvedimento emesso dal tribunale di sorveglianza di Bologna che ha continuato a seguire l’ergastolano anche dopo la liberazione condizionale e la sistemazione in una comunità di Vasto. I giudici, concordando pienamente con le richieste dei carabinieri, hanno emesso il provvedimento di revoca della libertà condizionale per il 65enne disponendo il ripristino della carcerazione.
«L’uomo», conferma il maggiore Amedeo Consales, «con un passato drammatico alle spalle, ha violato, nel tempo e ripetutamente, le prescrizioni che gli erano state imposte contestualmente all’ottenimento del beneficio della misura alternativa alla detenzione». L’arrestato è stato accompagnato nel carcere di Lanciano a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’uomo venne condannato in via definitiva negli anni Settanta alla pena dell’ergastolo per omicidio. Alla condanna per omicidio furono aggiunte le aggravanti dell’associazione per delinquere, detenzione e porto illegale di armi. Teatro della cruenta vicenda era stata Messina. Dopo la condanna, O.G. finì in carcere e rimase in cella fino al 2015. Il suo comportamento corretto ha dato la stura alla liberazione condizionale. Valutato il percorso, i giudici hanno concesso il beneficio. Il 65enne attualmente stava usufruendo della misura alternativa alla detenzione in una comunità di recupero di Vasto. Le misure alternative sono dirette a realizzare comunque la funzione rieducativa della pena. Sono provvedimenti comunque restrittivi che impongono una serie di prescrizioni da osservare. O.G., al contrario, ha violato diverse regole e il suo comportamento è parso incompatibile con la prosecuzione dell’affidamento in prova. (p.c.)