Riammesso Di Prinzio il centrodestra è in corsa

Elezioni, Progetto per Guardiagrele vince il ricorso al Tar contro l’esclusione Il candidato: torniamo protagonisti. Dal Pozzo e Di Crescenzo: sì al confronto
GUARDIAGRELE. Il Tar di Pescara dà il via libera alla partecipazione della lista civica Progetto per Guardiagrele alle elezioni comunali del 20 e 21 settembre. Ieri mattina, i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dalla lista di centrodestra. Questa era stata esclusa dalla commissione elettorale mandamentale perché, lo scorso 22 agosto, sarebbe stata presentata in Comune alle 12.10, ovvero con dieci minuti di ritardo rispetto al limite massimo. Ora quindi, la lista che sostiene il candidato sindaco Donatello Di Prinzio, 52 anni, geometra dipendente Sasi, leader del centrodestra cittadino, può tornare a partecipare alle prossime elezioni amministrative, dove si confronterà con la lista di centrosinistra Il bene in Comune, del candidato sindaco Simone Dal Pozzo, primo cittadino uscente, e con la lista civica Guardiagrele per tutti, che candida per la fascia tricolore Gianna Di Crescenzo.
«La giustizia», ha affermato Di Prinzio, «ha confermato la bontà del lavoro finora svolto. Torniamo quindi in corsa da protagonisti, alla pari con le altre liste, forti sopratutto del fatto che eravamo dalla parte della ragione».
Ieri, anche gli altri candidati sindaco, seppur in tono diverso, hanno espresso soddisfazione per la riammissione della lista di centrodestra alla competizione elettorale. «La riammissione», ha sottolineato Di Crescenzo, «ci rende felici perché la loro assenza, avrebbe limitato il confronto e lo scambio di idee. Ben venga dunque la sana competizione e l’impegno per migliorare la città, da parte di tutte le forze politiche». Il sindaco Dal Pozzo ha invece evidenziato che il Tar ha sanato errori nella presentazione della lista di centro destra: «Non si comprende però», ha evidenziato Dal Pozzo, «il motivo della condanna per il Comune a risarcire le spese processuali per qualcosa che ha deciso, nei fatti, una commissione esterna. Per il resto confermo quello che ho detto a Di Prinzio anche in privato: sono contento per lui che ha risolto questo problema e per i cittadini. Preferisco infatti un confronto ampio e democratico, anziché andare a delle elezioni monche».

