Riaperta la Chirurgia ma mancano caposala e cinque infermieri

Il reparto torna a 22 posti letto dopo il crollo del solaio Smargiassi (M5S): necessaria anche la strumentazione
VASTO. Il reparto di Chirurgia dell’ospedale è tornato a pieno regime. I lavori di riparazione del controsoffitto che lo scorso anno aveva ceduto sono stati ultimati. «Il reparto, che non ha mai chiuso», dice la dottoressa Francesca Tana della direzione sanitaria del San Pio, «può tornare ad ospitare 22 pazienti». Manca però il personale. Il consigliere regionale Pietro Smargiassi (M5S), al termine della visita ispettiva a sorpresa fatta ieri mattina, ha invitato l'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì e la Asl ad intervenire. Restano purtroppo ignote le sorti della cucina. Nonostante le promesse del manager Thomas Schael , la cucina non è stata più riaperta.
I lavori hanno restituito al San Pio il reparto di Chirurgia. Un reparto funzionante, ma che a parere del consigliere regionale Smargiassi ha bisogno di maggiore attenzione. «La struttura da sola non basta», dice, «se non si interviene per mettere gli operatori nelle condizioni di poter agire al meglio. Bastano pochi aggiustamenti organizzativi per mettere gli operatori nelle migliori condizioni per lavorare. Serve solo la volontà politica dell'assessore Verì e dei vertici della Asl a cui chiedo di intervenire subito».
Il reparto di Chirurgia del San Pio arriva a fare fino a 1.000 interventi all'anno. Dopo il crollo del solaio dello scorso anno si era passati a circa 700 interventi, anche a causa della cronica carenza nella struttura di anestesisti e rianimatori. Al momento su 22 posti letto ne sono occupati nove. «Bene la struttura ma», dice Smargiassi, «va assegnato il prima possibile un caposala, figura fondamentale nell'organizzazione del lavoro di reparto. Il caposala manca da circa tre anni. A questo si aggiunge l'assenza di almeno cinque infermieri che sono stati assegnati ad altre mansioni a seguito della chiusura parziale di Chirurgia. Ora è però urgente riassegnare quel personale in modo da farsi trovare pronti per quando il reparto sarà di nuovo pieno. Manca anche la strumentazione tecnica e informatica. C'è un solo computer in rete, sia per Chirurgia che per il vicino reparto di Otorinolaringoiatria, e viene utilizzato per dimissioni, prenotazioni di Radiologia, certificati medici, prenotazione sala operatoria e consulenze di professionisti di altri reparti. Sono servizi fondamentali per l'assistenza».
Resta invece una chimera la riapertura della cucina chiusa a novembre 2019. I lavori di sistemazione erano stati annunciati per dicembre 2020 ma così non è stato. Le proteste dell'utenza, del comitato civico L'Arcobaleno e di molti altri rappresentanti politici non sono riusciti a far ripartire il servizio. Il Covid certo non ha giovato, ma sull'argomento sia la Regione che il manager Asl tacciono.
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