Riapre il Cinema Odeon? Contatti Comune-impresa

Il sindaco D’Ottavio incontra la società Edilizia d’Abruzzo proprietari del palazzo L’associazione dei fruitori incalza: la struttura sia una vera sala cinematografica
ORTONA. La città riavrà un cinema? A 12 anni dall’abbattimento dell’Odeon, in pieno centro urbano, per far posto a una nuova palazzina residenziale e commerciale della proprietà “Edilizia d’Abruzzo”, forse la risposta è arrivata. È da ricordare che si è arrivati a tutto ciò, per un accordo stipulato nel 2002 tra l’impresa costruttrice e proprietaria del comparto ex Odeon e l’allora amministrazione comunale nel quale la prima deve garantire alla città un cinema all’interno del nuovo stabile di via Cavour.
Nel corso degli ultimi anni, le cose sono cambiate e invece di un’unica sala, l’area interessata è stata divisa in una più piccola e una più grande. Oggi, il palazzo è stato terminato e i due appartamenti, dove avrebbe dovuto essere realizzato il cinema, sono rimasti vuoti. Pare che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo D’Ottavio, e la proprietà stiano portando avanti una trattativa per risolvere definitivamente il problema dell’ex cinema Odeon.
Sulla questione interviene l’associazione “Nuovo Cinema Odeon” che dal 2005 si batte su più fronti per la restituzione di un cinema alla città. «Ci risulta», spiega l’associazione Nuovo Cinema Odeon, «che l’Edilizia d’Abruzzo sia disposta a destinare al cinema, cedendola in proprietà al Comune, solo una piccola parte dell’area inizialmente prevista per questo scopo. L’alternativa sarebbe, ancora una volta, la cessione in proprietà all’ente di un appartamento nello stabile. Di fronte a questo ennesimo tentativo di mediazione tra le parti», continua, «l’associazione Nuovo Cinema Odeon ribadisce con fermezza che l’unica possibile soluzione è quella già prospettata all’attuale amministrazione in un incontro ufficiale del 2012: la cessione in proprietà al Comune, da parte della Edilizia d’Abruzzo, di una sala cinematografica rispondente a tutti i criteri previsti dalle leggi vigenti in materia. Questa è l’unica scelta che l’amministrazione può compiere per chiudere una vicenda che, per come si è svolta e trascinata, offende la dignità di questa città. È l’unico modo per questa amministrazione per dimostrare di avere la capacità di rispettare e far rispettare gli impegni assunti di fronte alla collettività».
L’associazione ribadisce che quando chiede una sala cinematografica fa riferimento a un ambiente alto 6 metri e che risponda a tutti i requisiti tecnici, di agibilità e sicurezza previsti dalla legge. Inoltre, in risposta alla più volte lamentata difficoltà di trovare un gestore per questa attività culturale e d’intrattenimento, si propone all’amministrazione di promuovere, contestualmente alla presa in carico della struttura, un bando per la sua gestione.
Lorenzo Seccia
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