Ribò preso di mira: terza spaccata

I ladri rubano anche bottiglie di Ballantine’s e scarpe spaiate. Cieri: «Non so più come difendermi»
CHIETI. Terza spaccata nel giro di pochi mesi. Nel mirino dei ladri, ancora una volta, la vetrinetta della boutique Ribò, lungo corso Marrucino. Esasperato il proprietario Antonio Cieri che, dopo i primi due assalti, aveva munito la vetrina anche di una inferiata per scoraggiare altri attacchi notturni. Espediente che però non ha funzionato e ieri mattina, di nuovo la brutta sorpresa.
«È successo un’altra volta» racconta con l’amaro in bocca il negoziante «francamente non so più cosa fare. Qualcuno mi ha suggerito di piazzare una telecamera a guardia del negozio, ma si sa bene che chi vuole delinquere non lo fa certo a volto scoperto. Basta mettersi un cappello ben calato sulla fronte per sfuggire al controllo di una videocamera». Dopo il secondo furto Cieri aveva fatto installare sulla vetrinetta esterna che si affaccia sotto i portici, una inferiata. «Anche quella non è servita a nulla» racconta il proprietario «la cosa che più stupisce» aggiunge «è la spregiudicatezza dei ladri che hanno operato a poche centinaia di metri dalla questura. Inoltre, questa volta» spiega «ci hanno messo più tempo per portare via la merce. Prima hanno dovuto rompere l’inferiata con 25 fendenti, poi, probabilmente con un sasso, hanno mandato in frantumi il vetro blindato».
Una volta aperto il varco, ladri hanno portato via due bottiglie di whisky d’annata, e 5 paia di scarpe, due delle quali però spaiate. Sul fondo della vetrinetta sono rimasti invece un paio di gemelli d’argento e una cravatta. «Quello che più mi dispiace è di aver perso per sempre il primo regalo di mia figlia, di tanti anni fa, per la festa del papà. Ero molto legato a quelle due bottiglie di Ballantine’s. Le scarpe erano costose, circa 150 euro al paio, ma si sono portati via anche due paia scompagnate con la sola scarpa sinistra, Il resto è rimasto al suo posto forse perché il colpo è stato disturbato da qualche passante». Durante il penultimo furto messo a segno lo scorso gennaio, i ladri avevano fatto sparire dalla vetrina alcune maglie da uomo griffate per un valore complessivo di circa 300 euro. In conto anche le spese per la riparazione della vetrinetta violata per la prima volta nel novembre del 2013. Riparazioni che paradossalmente sono costate sui 600 euro, quasi più del bottino realizzato dai malviventi. E questa volta da riparare c’è anche la grata. «Sto valutando di togliere la vetrinetta» annuncia Cieri «così elimino il problema alla radice». Una scelta che sa di sconfitta.
«Mi sono dato sempre da fare per tenere in ordine l’entrata del negozio e abbellire una parte dei portici, ma l’inciviltà purtroppo dilaga» aggiunge Cieri «al di là dei furti devo fare i conti ogni mattina con la sporcizia lasciata da cani padronali e soprattutto dai numerosi piccioni che bersagliano pareti e pavimento dei portici. Per la pulizia spendo 8 euro al mese di candeggina».
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