Ricatti sessuali a una ottantenne: l’ex compagno finisce a processo

6 Luglio 2023

Un napoletano è accusato di abusi, estorsione, atti persecutori e interferenze illecite nella vita privata L’anziana si è costituita parte civile e chiede 100mila euro di risarcimento. Prima udienza il 3 ottobre 

CHIETI. Dovrà difendersi da accuse pesantissime: dalla violenza sessuale continuata nei confronti di un’ottantenne, di 29 anni più anziana di lui, ai ricatti hard e all’estorsione, dagli atti persecutori alle interferenze illecite nella vita privata. Il giudice Andrea Di Berardino, accogliendo la richiesta della procura (ieri era presente in aula il procuratore capo Giampiero Di Florio), ha rinviato a giudizio M.D., 50 anni. Per l’uomo, di origini napoletane ma residente da tempo a Chieti, si aprono le porte delle aule di giustizia: comparirà davanti al collegio del tribunale il prossimo 3 ottobre.
L’inchiesta dei poliziotti della squadra mobile è scattata dopo una denuncia presentata dalla pensionata teatina al culmine di una relazione morbosa, sfociata presto in abusi e intimidazioni. «Facciamo sesso e paga, altrimenti diffondo i nostri video hard e li mostro anche ai tuoi figli», questo il senso delle minacce lamentate dalla donna, assistita dall’avvocato Manuela D’Arcangelo, che si è costituita parte civile e adesso chiede 100mila euro di risarcimento danni. In precedenza, secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’anziana ha convissuto con «un perdurante stato d’ansia e un giustificato timore per la propria incolumità» fisica, al punto da essere costretta a lasciare la casa in cui viveva e a chiedere temporaneamente ospitalità alla figlia. L’imputato, assistito dall’avvocato Antonello Di Remigio, nega tutte le accuse a suo carico: secondo la difesa, non ci sono i presupposti per sostenere l’accusa in giudizio.
La relazione tra l’80enne e quell’uomo di 29 anni più giovane è iniziata nel 2017, quando lui ha cominciato a frequentare l’abitazione della donna per fare dei piccoli lavori. Dall’amicizia è nata presto una storia, ma quando lei ha deciso di troncarla, lui è accusato di averla comunque costretta «ripetutamente» ad avere rapporti intimi, «minacciandola, in caso di rifiuto, di divulgare video e foto a contenuto sessualmente esplicito» ritraenti la vittima e realizzati all’insaputa di quest’ultima. Sempre secondo l’accusa, infatti, M.D. avrebbe installato una telecamera nascosta all’interno del suo appartamento «procurandosi indebitamente notizie e immagini afferenti alla vita privata della donna». Dal 2018 a giugno 2022, la donna, terrorizzata, sarebbe stata obbligata a consegnargli 2.000 euro e a comprargli «capi di abbigliamento, un profumo, beni alimentari, piante, un televisore, un drone, una telecamera, casse acustiche e un microfono». M.D. ha chiesto con insistenza e ottenuto dall’ottantenne anche «somme di denaro di importo variabile, da 50 a 100 euro, con frequenza di due volte al mese», ha ricostruito il pubblico ministero. Adesso l’ultima parola spetterà ai giudici.
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