Ricci, cuore d’oro: «Finanzio una scuola per i bimbi in Africa»

Il cestista teatino raccoglie fondi per il progetto in Tanzania: «Io e la mia famiglia vogliamo dare un futuro a chi vive lì»
CHIETI. Il cuore di Giampaolo Ricci è diviso a metà: una parte ha la forma della palla a spicchi, l’altra è intrisa di solidarietà e ha costruito un cordone ombelicale che, da Chieti, viaggia per quasi 10mila chilometri, fino in Tanzania. Qui, il cestista teatino dell’Olimpia Milano, che ha da poco messo in bacheca il secondo scudetto di fila, è ormai di casa e sta raccogliendo i fondi per costruire una nuova scuola: «Quando arrivi da queste parti», dice il campione teatino, che fa parte anche della nazionale italiana di pallacanestro, «capisci veramente quanto sei fortunato».
L’AFRICA NEL CUORE
Il legame tra la famiglia Ricci e l’Africa ha radici profonde. Papà Francesco, ex sindaco di Chieti, e mamma Marisa sono partiti per la prima volta come volontari alla fine degli anni Ottanta: hanno vissuto in Tanzania e messo al servizio della popolazione i loro studi di medicina. Il fratello di Giampaolo, Pierbruno, è nato proprio nel cuore pulsante di un paese grande oltre tre volte l’Italia e con metà della popolazione sotto i 18 anni. Ma è anche una terra dove regna la povertà, e dove la speranza si trova alla stessa profondità dell’acqua, nascosta a 120 metri sotto la superficie.
I PROGETTILa famiglia Ricci da tempo lavora con le suore e i sacerdoti di Singida, città a nord della capitale Dodoma e a sud del Kilimangiaro. «Abbiamo contribuito a costruire pozzi dell’acqua», sottolinea Giampaolo, che fino a pochi giorni fa è stato in Tanzania con i genitori, la fidanzata Silvia, la sorella Maria Irene (anche lei cestista) e il fidanzato della sorella Matteo, «ma anche un piccolo ostello e soprattutto un dispensario (a Iguguno) dove arrivano centinaia di persone per farsi esami e prendere medicine». E ora i Ricci hanno deciso di promuovere un progetto ancor più ambizioso.
LA SPERANZA «Il problema di questa terra è che non offre speranze di futuro a chi ci nasce. Ecco perché una nuova scuola secondaria è necessaria», spiega Giampaolo. Il prossimo progetto del campione teatino e della sua famiglia è costruire da zero una scuola secondaria a Singida. «La primaria qui dura 7 anni, ma in queste zone non ce n’è una attrezzata e molti bambini sono costretti a emigrare spopolando il Paese. Mentre chi resta qui, dopo il primo ciclo di studi, finisce nei campi o per strada». Il terreno per la nuova scuola è già stato comprato e il progetto è molto corposo: prevede un centro con aule, una biblioteca, una sala laboratorio, un dormitorio, un orto e un allevamento intensivo di pesci. «Stiamo dando una mano anche a raccogliere i fondi ma invito chi volesse ad aiutarci per dare speranza a chi nasce qui, in condizioni difficili». Questo è l’Iban per contribuire, intestato alla sorella di Giampaolo, Maria Irene: IT79P3608105138239320939324«Ciò che mi colpisce di questi posti è la povertà delle persone, ma allo stesso tempo anche la loro semplicità. Non hanno quasi nulla, ma sono sempre sorridenti». Per un campione come Giampaolo la solidarietà è ormai diventata una missione: «Ho nel cuore questa terra e lo dico sempre anche ai miei amici: venite in Africa e guardate i più bisognosi per capire quanto siete fortunati».
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