Richiamo dei giudici al Comune: «Gravi criticità su Teateservizi»

Rilevata una serie di irregolarità e inadempienze nella gestione finanziaria della società partecipata Finiscono nel mirino il piano di riscossione dei tributi e i mancati controlli: «Possibili danni erariali»
CHIETI. «Gravi criticità nella gestione finanziaria e amministrativa di Teateservizi», oltre a una serie di altre irregolarità e inadempienze da parte del Comune. È quanto rileva la Corte dei conti nella deliberazione relativa alla Camera di consiglio di mercoledì scorso, inviata ieri al Comune. E così, nel giorno in cui in giunta arriva l’atteso nuovo piano industriale di Teateservizi, passaggio fondamentale per presentare il concordato della società in liquidazione, l’amministrazione del sindaco Diego Ferrara si trova improvvisamente a far fronte alle pesanti stilettate della magistratura contabile. La deliberazione, firmata dall’estensore Giovanni Guida e dal presidente Stefano Siragusa, in 68 pagine punta il dito sul percorso di razionalizzazione delle partecipazioni societarie. Rilievi vengono fatti sia su Chieti Solidale (la società che gestisce i servizi sociali e le farmacie comunali) e, soprattutto, su Teateservizi (che si occupa di riscossione tributi, cimitero e parcheggi a pagamento). A proposito di Teateservizi si parla di «mala gestio» e di «possibili profili di danno erariale».
PERCHé DUE SOCIETà
La sezione regionale di controllo per l’Abruzzo accerta la «non adeguata motivazione dei piani di razionalizzazione delle partecipazioni sia in ordine alle ragioni che giustificano l’indispensabilità dello strumento societario per lo svolgimento dei servizi comunali affidati sia in ordine al correlato mantenimento di due distinti veicoli societari in house». Secondo la Corte, insomma, la gestione dei servizi comunali potrebbe avvenire senza ricorrere a società pubbliche o quantomeno con una sola società.
TEATESERVIZI
A destare le maggiori critiche è Teateservizi: vengono rilevate «gravi criticità nella gestione finanziaria e amministrativa; scarsa efficacia dell’attività di riscossione; non efficace esercizio da parte del Comune dei propri poteri di controllo». Rilevata, inoltre, la «mancata adozione degli atti: piano di ristrutturazione aziendale e piano di risanamento, presupposto imprescindibile per poter valutare qualsiasi intervento di soccorso finanziario da parte del Comune socio; mancata valutazione - negli atti finora adottati - della compatibilità del percorso intrapreso volto a scongiurare il fallimento della società con il principio di finanza pubblica di divieto di “soccorso finanziario” nelle ipotesi legislativamente ammesse; mancata valutazione in concreto di soluzioni alternative da parte del Comune per la gestione del servizio di riscossione (reinternalizzazione, nuova gara, riassetto societario), anche per acquisire elementi comparativi per valutare le condizioni di rinnovo dell’affidamento in essere». Su questi aspetti sta ora lavorando il liquidatore Luca Di Iorio.
CHIETI SOLIDALE
Per quanto riguarda Chieti Solidale, la Corte segnala il «non puntuale assolvimento» rispetto alla disciplina normativa, in merito alla nomina dell’attuale consiglio di amministrazione da parte dell’assemblea ordinaria «in riferimento alla carenza della motivazione in ordine alle specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa che hanno condotto alla nomina di un cda in luogo di un amministratore unico». Insomma, è come se la Corte rimproverasse al Comune di non aver spiegato bene perché ha deciso di nominare tre componenti del Cda al posto di un unico amministratore che avrebbe fatto risparmiare risorse all’ente.
LA REPLICA DI FERRARA
«Leggeremo con attenzione la pronuncia della Corte», è la replica del sindaco Ferrara, «e daremo corso a quanto sollecitato nel modo più aderente alla volontà della norma in spirito di piena collaborazione istituzionale. Apprezziamo il contributo che la Corte ci sta dando per trovare il bandolo della matassa di una situazione che sapevamo, fin dall’insediamento, essere davvero complessa e difficile».
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