Riconversione dell’ospedale civile Fioriti chiede le carte alla Regione

ATESSA. Perché non si chiude il cerchio sull’ospedale di zona disagiata di Atessa? Lo chiede il consigliere comunale di Progetto Atessa, Carmine Fioriti che, per vederci chiaro, richiede formalmente...
ATESSA. Perché non si chiude il cerchio sull’ospedale di zona disagiata di Atessa? Lo chiede il consigliere comunale di Progetto Atessa, Carmine Fioriti che, per vederci chiaro, richiede formalmente gli atti al dipartimento per la salute e il welfare della Regione. Nei giorni scorsi sul destino dell’ospedale di Atessa ci sono state voci discordanti, cosa, del resto, che è il leitmotiv della vicenda riguardante il San Camillo. Dopo il tavolo di monitoraggio Stato-Regione che si è svolto a Roma alla fine dello scorso luglio, e che, di fatto aveva dato il via libera alla riconversione del San Camillo in ospedale di area disagiata, è stato richiesto, alla Regione, come integrazione di documentazione, anche la delibera di giunta regionale con la quale si è decisa la riconversione del San Camillo. Fioriti ha chiesto al dipartimento regionale “tutti gli atti relativi alla decisione presa al tavolo di monitoraggio Stato-Regione (al quale erano presenti anche l’assessore alla sanità Silvio Paolucci e Angelo Muraglia, direttore del dipartimento salute e welfare, ndc) il 26 luglio scorso, relativa al via libera alla conversione dell’ospedale San Camillo di Atessa in ospedale di area disagiata; proposta partita dal Comune di Atessa e sposata dalla Regione, rispettivamente il 6 e 7 novembre 2017”. «Ora la Regione», afferma il consigliere di Progetto Atessa, «ha trenta giorni di tempo per rispondere alla nota ed è obbligata a farlo. In tal modo vedremo come stanno le cose e se c’è stata buona o cattiva fede sin dalla decisione del consiglio del 6 novembre dello scorso anno».
Matteo Del Nobile
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