«Ricordare per evitare altri errori»

26 Gennaio 2016

Al Vico gli studenti delle superiori a lezione di democrazia con Pavia dell’Aned

CHIETI. Si è aperto con l’approfondimento dei ragazzi del liceo Classico “Vico”, attraverso poesia e musica, l’incontro di ieri pomeriggio nella sala Manzini dell’istituto scolastico l’incontro organizzato dall’associazione “Chieti Nuova 3 Febbraio”, presieduta da Maria Rosaria Grazioso, in vista della Giornata della memoria del 27 gennaio (domani).

L’appuntamento, intitolato “Testimonianza della Shoah”, è stato svolto in collaborazione con l’Unitre e gli istituti superiori “Galiani – De Sterlich”, “Vico”, “Pomilio” e “Masci”. Ospiti il vice presidente dell’Associazione nazionale dei deportati politici nei campi di sterminio nazisti (Aned), Aldo Pavia, e lo storico Costantino Di Sante. Tra il pubblico, in una sala strapiena con diversa gente rimasta in piedi, c’erano invece il prefetto, Antonio Corona, e il vice questore, Patrizia Traversa.

I liceali, guidati dal docente Francesco Baldassare, si sono esibiti in brani del celebre film di Benigni “La vita è bella”, dedicato proprio all’Olocausto, con Gianfilippo Di Liberato al pianoforte, Maria Chiara Orlandi al violino e le voci di Beatrice Pellegrini. Serena Sablone, Martina Urbanucci e Noemi Valentini hanno invece letto testi di Ilse Weber, scrittrice ebrea di letteratura per l’infanzia, morta ad Auschwitz, con sottofondo musicale dell’Ave Maria di Astor Piazzolla.

La parola è poi passata ad Aldo Pavia che, figlio e nipote di deportati ebrei ad Auschwitz, da anni svolge attività di divulgazione storica e di testimonianza sulla deportazione razziale e politica, incontrando soprattutto giovani e studenti. Pavia era già stato a Chieti da giovane per motivi di lavoro: «Venivo a Chieti 54 anni fa, quando lavoravo per la Feltrinelli e andavo alla libreria De Luca. Non ci sono mai venuto, invece, con l’Aned e sono contento di averlo fatto in questa occasione. Ho visto in sala molti giovani e soprattutto a loro mi sono rivolto cercando di portare elementi di conoscenza che permettano non tanto e non solo di conoscere ciò che è accaduto ma anche di capire subito i segnali di qualcosa che potrebbe tornare ad accadere. Con l’Aned portiamo la nostra testimonianza non tanto per sollecitare il pianto, l’emozione e il lutto, ma proprio per evitare che ciò che è accaduto nella Seconda Guerra mondiale non si ripeta più. È questo il senso più profondo e il valore della memoria». «La Giornata della Memori», ha ribadito Di Sante,«non serve solo a ricordare, ma anche a riflettere sull’oggi, per non commettere gli errori del passato. Per evitare nuovi razzismi e nuove deportazioni». (a.i.)