Ricordi e applausi per i 100 anni di Cicchino

Castel Frentano. Grande festa per l’ex ciclista Ferrante a teatro in tuta, scarpette e l’inseparabile bici
CASTEL FRENTANO. «Chissà se i miei ciclisti si ricorderanno che faccio cento anni». Diceva Cicchino sperando che gli arrivasse qualche telefonata dai tanti amici che con lui hanno inforcato le due ruote. Mai però poteva immaginare che a lui fosse dedicata una festa nel teatro comunale di Castel Frentano. E che festa! Emozione, ricordi, testimonianze e torta finale. Indossa tuta e scarpette Francesco Paolo Ferrante, la bicicletta sempre a portata di mano. Saluta tutti, ricordando nomi ed episodi di una vita. Oltre al sindaco di Castel Frentano, Gabriele D’Angelo e a vari amministratori comunali, ci sono il sindaco di Lanciano Mario Pupillo e l’assessore Davide Caporale, Corrado Pierantoni, nutrizionista e autore, con Rosanna Lambertucci (la giornalista nel corso della serata telefona a Cicchino), del libro “Vi spiego come arrivare a 100 anni”, Michele Cataldo, presidente Fci e componente di giunta del Coni regionale, Moreno Di Biase, Uci regionale, con parte della sua giovane squadra di ciclisti che fa da corona a Cicchino. Ci sono tante persone che più volte fanno partire l’applauso, il più caloroso quando la figlia Rosetta, parlando anche a nome delle sorelle Antonietta e Domenica, ricorda la mamma, Giovina Franceschini, “ammiraglia” della squadra. Cicchino non si risparmia nei ricordi: la prima bici, nel 1936, comprata con i risparmi di due anni («Quando l’ho riportata a casa, ci so’ buscate da mamme»), l’iscrizione alla squadra “Falcone” di Pescara con la quale ha disputato il primo campionato da dilettante facendo anche il Giro d’Abruzzo («Per andare e tornare da Pescara, prima delle gare o degli allenamenti, usavo sempre la bici»). Dopo la guerra, tornato a casa, si tessera con Torosantucci e quindi con Di Marco. Divide gli allenamenti e le gare con campioni come il fossacesiano Alessandro Fantini e il mitico Fausto Coppi con il quale dividerà le prove ciclistiche a Lanciano («Era poco incline a parlare con gli altri», dice Cicchino). All’inizio degli anni ’50 fonda un suo gruppo di dilettanti. Nel 1952 apre il suo negozio che diventa il luogo nel quale diverse generazioni di giovani si recano per riparare e, a volte acquistare, le biciclette. Nel 1975 è stato campione regionale con 17 gare vinte. Arrampicatore e passista, un vero “diesel” della bicicletta, ha percorso molte volte la Gran fondo Maiella Adriatico con il brevetto di alta quota. Ne ha fatta di strada Cicchino, ed è stato leale e corretto, nella vita come nello sport.
Matteo Del Nobile
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