Ricorso di Moretti contro la condanna: non offesi l’Aiuto

16 Ottobre 2018

Stefano Moretti non ci sta. Non ritiene il termine “bambinaia”, rivolto a due collaboratrici dell’europarlamentare Daniela Aiuto (ex M5S) offensivo e quindi ha annunciato ricorso contro la sentenza...

Stefano Moretti non ci sta. Non ritiene il termine “bambinaia”, rivolto a due collaboratrici dell’europarlamentare Daniela Aiuto (ex M5S) offensivo e quindi ha annunciato ricorso contro la sentenza di primo grado che lo ha condannato a un pena pecuniaria di 600 euro e al risarcimento del danno. Sarà il giovane avvocato vastese Giuseppe Larana, al fianco della collega Marisa Berarducci, a difendere Moretti nel giudizio di appello. «Ritengo», ha ribadito Moretti, «di non aver offeso nessuno. Sul M5S locale ho detto tutta la verità e le inchieste in corso da parte della Procura di Roma e gli episodi degli ultimi giorni me ne danno ragione. Difenderò in ogni modo e in ogni sede il mio diritto di parola, pensiero ed espressione, diritti per i quali molta gente è morta lottando. Io ho detto la verità e non indietreggio di un solo millimetro. Se necessario», avverte Moretti, «arriverò fino alla Corte per i diritti umani». Il perito vastese esponente dell'Associazione antimafia lo scorso inverno apostrofò su facebook con degli aggettivi ritenuti offensivi due assistenti parlamentari dell’eurodeputato. (p.c.)