Rifiuta la lettera del suo stalker

16 Gennaio 2016

Atessa, lui si pente di averla colpita con una mazza. Ma lei lo aspetta al processo

ATESSA. È stata fissata al prossimo 2 febbraio l’udienza per i procedimenti a carico di Christian Guerrini, arrestato lo scorso 27 novembre, in flagranza di reato, con l’accusa di stalking e lesioni aggravate, per aver colpito alla testa, con una mazza da baseball, la sua ex convivente, una 36enne di Atessa. L’altro procedimento scaturisce, invece, da un episodio avvenuto ad agosto, che aveva portato agli arresti domiciliari Guerrini, operaio 33enne di Tornareccio, per atti persecutori e minacce, sempre a carico della ex; misura revocata alcuni giorni dopo quando il giudice emise il divieto, per l’imputato, di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna. «Il mio assistito», dice il legale Tito Antonini, «è in carcere, provato e sinceramente pentito. Ha scritto anche una lettera alla sua ex convivente, missiva che però è stata rispedita al mittente». Giorni fa, Antonini ha chiesto per il suo assistito una perizia neuropsichiatrica «affinché», spiega il legale, «sia tracciato un profilo della personalità e anche per decidere un eventuale supporto terapeutico».

«I ricordi a volte», scrive Guerrini alla ex, «sono bestie feroci, sta a noi e al tempo la possibilità di domarli giorno dopo giorno. Io fino a quel maledetto 27 novembre non ci sono riuscito e per questo ti scrivo, per farti comprendere che ho capito i miei errori, i miei sbagli, le mie colpe, le mie cattive azioni. Non cerco giustificazioni da tutti questi eventi. Ora devo assumermi le mie responsabilità e dimostrare a me stesso, alla mia e alla tua famiglia e, un giorno, spero anche a te, che le persone possono cambiare e migliorare. Mi dispiace», scrive il giovane in un altro passaggio, «per tutto il male che ti ho fatto. Non ho il diritto di intralciare la tua vita. Non devi avere paura di me ma, semmai, avere un lieve ricordo dei momenti passati insieme».

Anche dopo il primo arresto, quello di agosto, Guerrini aveva ammesso, davanti al giudice, di aver esagerato a inviare alla sua ex centinaia di messaggi e assumendosi anche la responsabilità di averle addirittura rifilato uno schiaffo. (m.d.n.)

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