Rifiuti in discarica per altri dieci anni

3 Agosto 2016

Ecolan ha chiesto alla Regione la restituzione a Cerratina di parte delle volumetrie “bruciate” per i rifiuti di Napoli

LANCIANO. La discarica di Cerratina necessita di altro spazio per proseguire la sua “vita” e quella del ciclo integrato dei rifiuti di 53 comuni soci della EcoLan spa, proprietaria dell’impianto. Ad oggi infatti, nonostante l’avvio della raccolta differenziata porta a porta in numerosi Comuni del comprensorio, a Cerratina restano sì e no tre anni di vita. Nei giorni scorsi la spa pubblica ha presentato la domanda per l’ampliamento sostanziale della discarica per ulteriori 360mila metri cubi alla commissione Via regionale, il che consentirebbe di stare tranquilli dal punto di vista degli spazi per almeno altri dieci anni. La commissione ha dato un primo parere formalmente positivo. Finora si era andati avanti a furia di ampliamenti non sostanziali, ovvero di basso impatto ambientale, visivo e strutturale dell’impianto. L’obiettivo è quello di recuperare parte di quegli 800mila metri cubi di spazio andati “in fumo” negli anni delle emergenze rifiuti (tra cui quella di Napoli) di Comuni extraconsortili. Un’enorme porzione di spazio su cui i 53 Comuni soci dell’ex consorzio EcoLan (oggi spa a totale capitale pubblico) non possono attualmente contare. Con le varianti non sostanziali chieste negli anni alla Regione si è riusciti a “rosicchiare” circa 300mila metri cubi di spazio. Mentre con l’ampliamento richiesto nei giorni scorsi si arriverebbe a 600mila metri cubi di spazio recuperato. «Non siamo arrivati a chiedere indietro tutte le cubature perse», fa presente il presidente di EcoLan, Massimo Ranieri, «per evitare impatti troppo elevati per l’ambiente circostante. È da sottolineare, inoltre, che i rifiuti che arrivano attualmente in discarica sono per legge stabilizzati e trattati e non hanno più odore». Gli spazi sarebbero da sfruttare in altezza. La discarica di Cerratina, con i suoi 2.050,000 metri cubi di spazio concessi nell’anno dell’apertura, il 1995, è l’impianto comprensoriale per rifiuti più grande d’Abruzzo. Ma gli spazi si sono esauriti in fretta. Già nel 2013 la discarica aveva dovuto chiudere per aver terminato le volumetrie a disposizione. Con il recupero delle cubature perse per l’arrivo dei rifiuti extraconsortili le attività erano poi riprese senza problemi, fino alla richiesta di un ulteriore ampliamento inoltrata nei giorni scorsi. Intanto EcoLan investe anche su un altro impianto, la cosiddetta piattaforma ecologica, che serve per la selezione e l’avvio a recupero di rifiuti differenziati. Nei giorni scorsi sono iniziati i lavori di ampliamento della struttura, con sede sempre a Cerratina, per un investimento di 3 milioni di euro cofinanziato dalla Regione al 50%. I lavori saranno riconsegnati ad ottobre. L’ampliamento consentirà di passare da una selezione attuale di 13mila tonnellate di rifiuti differenziati (nel 2012 erano 5mila) alle 18mila del prossimo autunno. In questo modo non solo si recuperano soldi con la vendita del materiale differenziato (carta, cartone, vetro e imballaggio come plastica e polistirolo), ma diminuiscono anche i costi del pattume indifferenziato che arriva a riempire l’impianto di Cerratina e che oggi costa in media 125 euro a tonnellata. «Tutte queste attività», conclude Ranieri, «sono volte a ridurre i costi per i rifiuti, e quindi le tasse, per i cittadini dei Comuni soci».

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