Rifiuti, la tassa ora va pagata in anticipo

15 Marzo 2015

Migliaia di bollettini inviati ai cittadini, così il Comune chiede due rate prima ancora che il servizio venga fornito

CHIETI. Un acconto su un servizio non ancora svolto, da pagare in anticipo per portare soldi liquidi nella casse del Comune. E’ l’ultima novità che ha sollevato l’indignazione di non pochi contribuenti teatini alle prese con le nuove modalità di pagamento della tassa sui rifiuti, la Tari che ha sostituito la vecchia Tares. Tanti Teatini lo stanno scoprendo in questi giorni grazie a una lettera dall’incipit amichevole, “gentile contribuente”, ma dal contenuto tutt’altro che confortante. Anzi, dopo il preambolo cortese, la missiva continua chiedendo un acconto di due rate, una che scade il 16 marzo e l’altra il 15 maggio. Circa 40 mila famiglie teatine si sono viste recapitare in questi giorni a casa la comunicazione di Teateservizi sul pagamento della tassa dei rifiuti per l’anno 2015, così come stabilito da un regolamento approvato a maggioranza dal Consiglio comunale. Il nuovo regolamento, se da una parte permette di rateizzare l’importo della Tari, dall’altro, però, chiede al cittadino un anticipo su un servizio non ancora svolto. Diciamo sulla fiducia. Se poi la raccolta differenziata funziona o meno, oppure se le strade e le piazze risultano pulite o meno, questo, evidentemente, sembra essere un altro tipo di discorso. Almeno per una politica che appare sempre più distante dalla gente, che si sta ancora chiedendo, per esempio, come mai la tassa sui rifiuti non si è abbassata con l’avvio della raccolta differenziata come pure era stato promesso. E se una volta sono i circa 3 milioni di euro da dare alla Deco per la discarica che hanno fatto gonfiare le bollette Tares 2013, adesso sono i 2.400.000 da dare a Formula Ambiente (importo nel frattempo leggermente sceso al momento della firma dell’accordo transattivo) a pesare sul bilancio in cerca di equilibrio del Comune di Chieti. Il settore rifiuti continua ad essere una patata bollente per l’Amministrazione comunale alle prese con le difficoltà di cassa, soprattutto con le nuove regole del cosiddetto “bilancio armonizzato” per cui non si può neanche prevedere una spesa se l’ente non ha già il necessario in cassa per il suo pagamento. Di qui la necessità di incassare subito, ricorrendo alla richiesta di anticipi che hanno scatenato rabbia e indignazione. Acconti, tra l’altro, la cui determinazione è stata fatta senza tener conto di riduzioni ed esenzioni, che pure sono previste. Le agevolazioni, infatti, devono ancora essere deliberate in Consiglio comunale e andranno a conguaglio con le altre tre rate. E chissà, a questo punto, cosa avverrà per chi sarà giudicato esente dal pagamento. La situazione appare alquanto confusa. A scatenare il malcontento ci sono anche espisodi di mancata solerzia. Come è successo sette giorni fa allo Scalo, quando in diversi hanno telefonato al Comune e a Formula Ambiente per chiedere la pulizia di piazzale Marconi piena di bottiglie e cocci di vetro della sera prima.

Arianna Iannotti