Rifiuti, la terza proroga finisce nel mirino di Cantone

La raccolta resta affidata all’ati Cns-Formula ambiente. Febo e Raimondi denunciano Il servizio vale 7,5 milioni di euro l’anno. «Serve la gara d’appalto, parola ai giudici»
CHIETI. Sembrava tutto pronto per la gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti urbani e invece arriva la proroga della gestione affidata all’associazione temporanea di imprese formata da Cns (Consorzio nazionale servizi) e Formula Ambiente, che continuerà dunque ad occuparsi del servizio per altri 12 mesi.
E non è la prima e neanche la seconda proroga, ma la terza, «in barba», osservano i consiglieri d’opposizione Luigi Febo ed Enrico Raimondi, «a quanto prevede il codice degli appalti». Per i due capigruppo di minoranza, rispettivamente di Chieti per Chieti e L’Altra Chieti, non è giusto affidare un servizio che vale 7 milioni e mezzo di euro l’anno senza gara d’appalto, semplicemente prorogandolo. E per questo motivo hanno deciso di ricorrere sia all’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone, sia alla Corte dei conti sia alla Procura della Repubblica. «Nei prossimi giorni», scrivono infatti Febo e Raimondi, «invieremo un esposto all’Autorità nazionale anticorruzione chiedendo un intervento in merito. Chiederemo inoltre al segretario generale del Comune, anche nella sua qualità di responsabile dell’anticorruzione, un parere ufficiale sulla regolarità di tale proroga e interesseremo il Collegio dei revisori dei conti e la Procura della Corte dei conti per gli aspetti relativi al potenziale danno erariale. Infine, poiché la Procura di Chieti, in passato, per casi analoghi – e per molto meno – si è mossa rapidamente, notizieremo anche loro nella speranza che intervengano prima del dottor Cantone a fermare questo scempio perpetrato ai danni di una città arrivata ormai allo stremo».
A sancire la terza proroga è la determinazione dirigenziale numero 1958 del 29 dicembre scorso. L’atto lascia il servizio in mano all’ati Cns – Formula Ambiente fino al 31 dicembre del 2017, in attesa dello svolgimento della gara d’appalto che lo assegnerà per sette anni (prorogabile di un anno) al vincitore. Il nuovo anno di smaltimento rifiuti e pulizia della città verrà a costare alle casse comunali 7.569.153 euro. Febo e Raimondi hanno fatto il conto dell’importo complessivo di tutte le proroghe e parlano della «non trascurabile durata di 26 mesi per un valore di oltre 15 milioni di euro». Secondo loro, la seconda e terza proroga sono «illegittime, poiché assunte in evidente contrasto con le norme del codice degli appalti, con la consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato e con le ripetute e chiare indicazioni dell’Anac».
Qualche perplessità suscita anche il parere del dirigente del settore finanziario che si legge riportato scritto a penna a margine della determina: «Si evidenziano delle riserve sulla possibilità di rispettare i termini di pagamento in essa indicati “in considerazione dei vincoli di finanza pubblica e delle modalità di fatturazione”», sottolineano i due consiglieri comunali riportando il virgolettato del dirigente. «Ad aggravare il tutto», chiudono Febo e Raimondi, «la circostanza che le suddette determinazioni sono state assunte su impulso della giunta comunale che ha approvato un’apposita delibera di indirizzo nel marzo scorso dopo che la stessa amministrazione per sei mesi ha misteriosamente soprasseduto alla predisposizione degli atti di gara». (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

