Rifiuti ospedalieri, ecco altri due progetti

17 Febbraio 2021

Atessa. Marcolongo (Comitato cittadino) svela i piani: «Gli enti preposti vigilino sulle richieste di nuovi impianti»

ATESSA. Due nuove proposte di insediamenti che trattano rifiuti ospedalieri in Val di Sangro: a lanciare l’allarme è il comitato cittadino Val di Sangro per la tutela del territorio. Accantonata per il momento la pratica della Di Nizio in attesa che si pronunci il Tar, a cui la società si è appellata per poter aprire in Val di Sangro uno stabilimento per lo smaltimento dei rifiuti a rischio infettivo, si torna a parlare di rifiuti ospedalieri in Val di Sangro.
«Registriamo», afferma Giuseppe Marcolongo, presidente del comitato, «altri due nuovi tentativi di aggressione al nostro territorio: una società già presente, la “S.Ate srl gruppo EcoEridania” (ex Maio.Com srl), operante sempre nel settore dello smaltimento dei rifiuti ospedalieri infettivi, che chiede all’Arta di poter aumentare la propria capacità produttiva di circa il 50% (15% già concesso in passato e 34% di nuova richiesta) creando oltretutto anche nuove aree di deposito e stoccaggio dei rifiuti». La seconda, invece, spiega Marcolongo, è: «una nuova società proveniente dal nord Italia che chiede di installare nelle vicinanze della Sevel, nel territorio di Paglieta, uno stabilimento per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi».
Il comitato chiede che siano «rispettate tutte le normative che regolano questa delicata materia e che gli organi di riferimento, prima di pronunciarsi facciano tutte le verifiche necessarie per evitare che, per l’effetto cumulo con lo smog prodotto anche da altre aziende, si arrivi sistematicamente a superare le soglie di guardia degli elementi nocivi immessi nell’atmosfera e le cui ripercussioni ricadrebbero inevitabilmente su tutti gli abitanti del territorio della Val di Sangro. Una eventuale autorizzazione all’ampliamento porterebbe la “S.Ate srl gruppo EcoEridania” a smaltire sul nostro territorio dalle attuali 27.600 tonnellate a circa 36.000 tonnellate di rifiuti facendoci carico, così, dello smaltimento dei rifiuti infettivi di più della metà della nostra penisola forzando così anche il criterio di prossimità secondo il quale ogni regione si deve fare carico dello smaltimento dei rifiuti che essa stessa produce».
Marcolongo rivolge due inviti: all’Arta, affinché tega conto delle proteste ma anche delle attese dei cittadini e soprattutto che si pronunci in merito alla richiesta della “S.Ate srl gruppo EcoEridania” entro i termini stabiliti per legge, «onde evitare che il silenzio assenso conferisca automaticamente l’autorizzazione alla richiesta di ampliamento» e ai sindaci di Atessa e Paglieta, alla Asl, e a tutti gli organi competenti preposti, affinché mantengano «alta l’attenzione sulla questione e ad adoperarsi proficuamente per tutelare la salute dei cittadini della Val di Sangro da possibili minacce ambientali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA