Rifiuti pericolosi, scatta il sequestro

Archi. Blitz dei carabinieri forestali: sigilli a un’area di circa 3mila metri quadrati
ARCHI. Gestione illecita di rifiuti speciali, pericolosi e non, ed interventi edilizi privi di permesso a costruire.
I carabinieri della tutela forestale e dei parchi hanno sequestrato un’area di circa 3.000 metri quadrati nel territorio comunale di Archi. Il provvedimento è scattato in conseguenza di un’attività di indagine delegata dalla procura di Lanciano al Nucleo carabinieri forestale di Atessa.
I militari hanno rinvenuto numerosi veicoli in stato di abbandono ed altri rifiuti depositati in modo incontrollato su un’area pavimentata di circa 2.500 metri quadrati, sottoposta a sequestro insieme ad una superficie incolta di circa 500 metri quadrati dove erano stati riversati ferraglie, onduline, materiale in pvc, pannelli coibentati ed imballaggi.
L’attività ha portato alla denuncia dei due titolari della ditta, cui è stata contestata la realizzazione di manufatti utilizzati come magazzino, in assenza di qualsivoglia autorizzazione, nonché la realizzazione di un piazzale a servizio di un’attività commerciale, privo di un sistema di raccolta di acque di prima pioggia, da trattare mediante apposito sistema di depurazione.
I reati ipotizzati concernono la violazione di più norme: il testo unico per l’edilizia, che prevede l'arresto fino a due anni ed ammenda da 5.164 a 51.645 euro; il testo unico ambientale, nella parte relativa agli scarichi (arresto da due mesi a due anni o l'ammenda da 1.500 euro a diecimila euro) ed alla gestione illecita dei rifiuti (arresto da sei mesi a due anni ed ammenda da 2.600 euro a 26mila); il decreto legislativo 209/2003, che punisce chiunque effettua attività di gestione di veicoli fuori uso e di rifiuti costituiti dai relativi componenti e materiali, senza il rispetto della normativa di settore con arresto da sei mesi a due anni ed ammenda da 3.000 euro a 30.000 euro. (s.so.)
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