Rifiuti, processo in tre tronconi

“Operazione terre d’oro”. L’Aquila tiene solo il traffico di rocce, gli altri reati a Chieti e Pescara
L’AQUILA. Si separano le strade giudiziarie del lungo elenco di imputati chiamati a rispondere dello smaltimento di tonnellate di terra e rocce provenienti dai cantieri dell’area metropolitana, un’inchiesta della Forestale, coordinata dalla procura distrettuale antimafia, che giusto un anno fa veniva raccontata con l’etichetta “Terre d’oro”. Filippo Colanzi, 51 anni, imprenditore teatino della Emoter che finì agli arresti domiciliari, sua moglie Carmen Pinti, 48 anni, e il figlio 26 enne Emanuele, restano imputati all’Aquila per il reato di traffico di rifiuti (semplice terra, dicono i difensori) insieme al dipendente Massimiliano Di Cintio, 43 anni, di Pescara, e a Gianluca Milillo, 44 anni, nato a Sulmona, ma residente a Montesilvano dove è conosciuto anche per l’impegno ecologista. L’8 marzo, nella prosecuzione dell’udienza preliminare che si è aperta ieri, sapranno se saranno rinviati a giudizio o meno.
Saranno invece inviati alle procure di Chieti e di Pescara, gli atti d’indagine sui reati collaterali tra cui la gestione di discariche; si riparte dall’istruttoria e la palla passa al gip che potrà chiedere l’archiviazione o il processo per i ventitré. Si tratta, oltre che dei cinque imputati anche all’Aquila, dei teatini Giuseppe Bellia, sessantenne, Antonio Di Muzio, 53 anni, Gabriele Maccarone, 76 anni, Doriana Buccarello, 46 anni, Cesare Di Muzio, 60 anni e Osvaldo Amico, 49 anni; del dentista di Bucchianico Carmine Rapani, 67 anni, di Carla Rubino, Bucchianico, 67 anni, di Enzo Perilli, 50 anni da compiere, nato ad Atri e residente a Castiglione Messer Marino, di Luigi Renzitti, 66 anni, pescarese di Cappelle sul Tavo, di Ernano Natale, 66enne di Montesilvano, di Lorenzo Sbraccia, 49 anni, di Casalincontrada, di Mario Campili, 54 anni, di Rosciano, di Cesare D’Angelo, 63 anni, di Montesilvano, dei lombardi Bruno Maria Bazzoni e Giuliano Garavelli e del veneto Alberto Voltolina.
L’inchiesta riguarda anche dodici società. Ci sono dentro la Emoter, ovviamente, e la quasi omonima Emoter Lavori, ma anche la Tecno Inerti Abruzzo di Chieti, la Energia Verde di Assisi, la Soim di San Giovanni Teatino, la Akka di Roma, la Saline di Montesilvano, la Cogema di Chieti, la Laterizi Valpescara, sempre di Chieti, la CM di Rosciano, la Deco di Spoltore e la Ecogomma di Chieti. (l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

