Rifugio Pomilio isolato, scatta la diffida

Rapino. La Provincia decide lo sbarramento per motivi di sicurezza. Micucci: Pupillo riapra subito i 3 chilometri della ex 614
RAPINO. Parte la diffida per riaprire la strada provinciale che porta al rifugio Pomilio, chiusa dal primo gennaio. Il sindaco di Rapino Rocco Micucci raccoglie l’allarme dei gestori della struttura, Francesco e il padre Roberto D’Emilio, e diffida il presidente della Provincia Mario Pupillo a riaprire la strada e a togliere i new jersey, barriere di cemento che chiudono l’accesso anche ai mezzi di soccorso, oltre che alle forze dell’ordine.
«Si diffidano il presidente e il dirigente del settore 2 della provincia», scrive Micucci, «a revocare le ordinanze in oggetto così come emesse o a revisionarle escludendo i portatori di interessi». La diffida chiede anche di «rimuovere ai fini della sicurezza pubblica le barriere di cemento apposte senza che siano state minimamente concordate e di cui non c’è traccia nelle ordinanze succitate».
La vicenda parte dal 2003, da quando cioè la Provincia di Chieti, allora guidata dall’attuale assessore regionale Mauro Febbo, ha passato la ex strada statale 614 della Maielletta all’ente parco della Maiella, che avrebbe dovuto tenerla in ordine, in sicurezza e sgombera dalla neve. Dopo i fatti di Rigopiano, però, l’ente parco, avendo sempre stentato a fare ciò che gli era richiesto, ha deciso di riconsegnare la strada alla Provincia. Il 31 dicembre scorso Pupillo firma un’ordinanza, confermata poi con un’ordinanza dirigenziale il 2 gennaio, con cui riprende la strada e la chiude. E il Pomilio rimane isolato. Per raggiungerlo ci sono quasi 3 chilometri da fare a piedi.
«La Provincia», fa sapere Micucci, «non sarebbe in grado economicamente di assicurare lo sgombero della neve e la manutenzione necessaria della strada in questione». «A dire la verità», dice il gestore Roberto D’Emilio, «la strada ce la siamo sempre pulita noi attraverso una turbina privata. Io e mia moglie in pratica viviamo qui. E mia moglie è cardiopatica. Pensare che un’ambulanza non possa raggiungerci, certo non ci fa stare bene. Qui siamo in 8, compresi i 6 dipendenti». Il Pomilio non è un albergo d’alta quota, è invece un rifugio di categoria AB, servito da una strada. Vale a dire che è un «presidio umano di sicurezza del territorio», come ribadisce Micucci nella diffida. E per questo non può restare isolato.
Anche l’opinione pubblica si è mobilitata a favore di questa eccellenza in cima alla Maiella. E in tanti hanno chiesto alla Provincia di riaprire il transito sui 3 chilometri. Tra gli altri c’è anche l’appello alle istituzioni di Lucio Iannetti, esponente teatino di Azione Politica. (a.i.)
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