Rimosse le mani della protesta

5 Maggio 2019

Blitz di polizia e vigili urbani: tolta l’installazione dal monumento ai patrioti  

LANCIANO. Decine di mani di plastica e cartone protese verso il cielo a ricordare le richieste di soccorso di uomini, donne e bambini che annegano durante le traversate di fortuna compiute per raggiungere l’Europa dalla Libia. Poi un cartellone con il testo di “Se questo è un uomo” di Primo Levi e un altro con su scritto: “Così come ieri resisteva al nazifascismo, resiste oggi Lanciano a chi con odio respinge e uccide”. È l’installazione artistica realizzata in piazza Martiri ottobrini davanti al monumento dedicato ai patrioti lancianesi alle prime luci dell’alba di ieri, dai ragazzi del laboratorio sociale Largo Tappia che hanno aderito al progetto “Arte resistente” che ha già toccato diverse città.
L’ultima ad abbracciare questa protesta pacifica che vuole abbattere frontiere e afferrare quelle mani che annegano in mare, è stata San Vito che il 25 aprile ha realizzato l’installazione davanti al momento ai Caduti alla Marina e in piazza al paese nella convinzione che la festa di Liberazione era “liberazione dalla indifferenza e dalla disumanità”. A Lanciano i ragazzi di Largo Tappia con l’installazione hanno ribadito che «la città è medaglia d’oro per il contributo alla Resistenza, è città degli Eroi ottobrini e che costruisce ponti e scavalca frontiere. È città contro chi diffonde una politica di odio e di discriminazione». Ma l’intento era soprattutto quello di chiedere alla giunta Pupillo l’applicazione della delibera antifascista approvata da un anno che prevede, tra le altre cose, il divieto della concessione di aree e spazi pubblici alle associazioni che attraverso le loro attività richiamano ideologia, linguaggi e simbologia fascista o incitino alla discriminazione razziale, etnica, religiosa e sessuale o altre condizioni personali e sociali. Ma alle 9 polizia e vigili urbani hanno tolto cartelloni e mani. «Un fare zelante», commentano da Largo Tappia, «di cui non capiamo i motivi visto che non abbiamo infranto leggi». «Sono in corso attività investigative», dice il vicequestore di Lanciano Lucia D’Agostino, «non ci sono estremi per le denunce per ora, ma stiamo verificando».
Teresa Di Rocco
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