«Rincari troppo elevati e atti mancanti»

30 Marzo 2018

CHIETI. Tariffe della Tari troppo alte a Chieti e approvate senza una relazione finanziaria. Questo dice la sentenza del Tar di Pescara che ha bocciato gli aumenti introdotti dall’amministrazione Di...

CHIETI. Tariffe della Tari troppo alte a Chieti e approvate senza una relazione finanziaria. Questo dice la sentenza del Tar di Pescara che ha bocciato gli aumenti introdotti dall’amministrazione Di Primio nel 2017 aprendo la strada a una pioggia di richieste di rimborsi. Una sentenza che, adesso, è al centro della polemica: il consiglio comunale di ieri per il voto delle tariffe del 2018 è saltato ed è stato riconvocato alle 8,30 di domani. A presentare il ricorso, attraverso l’avvocato Francesco Paolo Febbo, erano stati i consiglieri Luigi Febo, Diego Ferrara, Anna Teresa Giammarino (Chieti per Chieti), Enrico Raimondi dell’Altra Chieti(foto), Filippo Di Giovanni, Alessio Di Iorio, Alessandro Marzoli, Chiara Zappalorto (Pd), gli esponenti di centrosinistra Marco Di Gregorio e Rolando Bascelli e il delegato regionale Wwf Luciano Di Tizio. Il ricorso degli 11 metteva in discussione la mancanza di una relazione considerata decisiva per gli importi della tassa: una relazione che avrebbe dovuto essere la base per ancorare le tariffe. Sul documento mai presentato, il Comune si è difeso dicendo che «gli scostamenti delle tariffe rispetto all’anno precedente sarebbero sostanzialmente rinvenibili nel piano finanziario e che, pertanto, lo stesso piano non potrebbe essere inficiato dalla mancanza solo formale della relazione». Ma per il Tar l’assenza della relazione è un vizio che travolge tutta la manovra sulla Tari: ai consiglieri avrebbero dovuto essere consegnati tutti gli atti «per poter liberamente e consapevolmente deliberare». Quindi, «il mancato deposito rientra tra i vizi lesivi del pieno e informato esercizio delle funzioni dei consiglieri».