Rinviata l’autopsia sul profugo 19enne

24 Settembre 2015

La Procura sta cercando di rintracciare i familiari del giovane, anche loro rifugiati all’estero

SCHIAVI DI ABRUZZO. Servirà qualche giorno per chiarire il giallo sulla morte di Ebrima Sanko, 19 anni, l’immigrato del Gambia, stroncato martedì da un malore. Il sostituto procuratore della Repubblica, Enrica Medori, sta cercando di rintracciare i familiari del giovane, scappati dal Gambia e rifugiati all’estero.

La legge prevede che almeno un familiare abbia la possibilità di nominare un perito che possa assistere all’autopsia. “Bambino”, come veniva chiamato affettuosamente dagli operatori della cooperativa Matrix per via della giovane età, non ha lesioni esterne. Il particolare è stato confermato dal medico legale Pietro Falco, incaricato di eseguire la perizia giudiziaria. Probabilmente a uccidere il diciannovenne è stata una patologia congenita sconosciuta a tutti.

Il giovane immigrato era arrivato insieme ad un gruppo di gambiani ad inizio anno. È morto in pochi secondi dopo aver perso i sensi. Inutile il soccorso di un operatore. Pare che da qualche tempo soffrisse di crisi respiratorie, ma potrebbero essere state anche forme di asma allergico. Certo nessuno immaginava il tragico epilogo. Venti giorni fa, dopo un attacco più grave, era stato anche in ospedale. Il referto era stato tranquillizzante. Ieri, poi, la tragedia.

Nel centro d’accoglienza temporaneo di Schiavi di Abruzzo si respira profonda tristezza. «In questa comunità si vogliono tutti bene e anche noi ci siamo affezionati a questi ragazzi», dice Simone Caner, responsabile della cooperativa Matrix, «se dopo la tragedia c’è stato qualche momento di tensione e qualche curioso è stato allontanato, la causa è del dolore e della disperazione. Il ragazzo era davvero una bella persona», continua Caner, «dopo sei mesi era riuscito ad instaurare un bellissimo rapporto con gli altri ospiti e un operatore. È morto fra le braccia di uno di loro. Un trauma».

Rintracciare i familiari servirà anche a chiarire se in passato il ragazzo abbia sofferto di patologie respiratorie e se altri familiari soffrono dello stesso problema. Difficilmente l’esame autoptico potrà essere eseguito prima di domani. A quanto è dato sapere la cooperativa Matrix non intende nominare un proprio perito. Subito dopo l’autopsia saranno i familiari di Sanko a decidere come e dove celebrare i funerali ed eseguire la tumulazione.

Paola Calvano

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