Riparato il guasto, la dialisi riparte
Il direttore sanitario Asl, Muraglia: nessun disegno contro l’ospedale, solo una rottura
VASTO . Riparato il guasto alla Dialisi del San Pio di Vasto. Il direttore sanitario Angelo Muraglia rassicura i pazienti e i cittadini. «Non è stata fatta nessuna spoliazione. Non è in atto nessuno smembramento. La Dialisi al San Pio ha ripreso da ieri la regolare attività dopo la riparazione del guasto allo ionizzatore». ll direttore sanitario rassicura così l’Aned, l’associazione nazionale dializzati, e fuga il timore dei cittadini di perdere un altro reparto. Timore che era stato espresso dal sindaco Francesco Menna. Ma Muraglia assicura che le difficoltà che per l’assistenza ai dializzati sono state dovute alla rottura di un macchinario. «Il problema è stato prontamente risolto», dice Muraglia, «la scelta di accogliere i pazienti a Ortona per il breve tempo della riparazione è parsa la migliore nell’interesse degli stessi che non sono stati trascurati nemmeno per un momento. La necessità assoluta era garantire la continuità dei trattamenti e questo è stato fatto. Tale scelta tuttavia non configura alcuna penalizzazione per l’ospedale di Vasto. Abbiamo avuto cura dei pazienti e riparato il guasto rapidamente, pertanto altre letture dei fatti sono assolutamente fuorvianti e non veritiere».
I 42 pazienti del servizio Dialisi tirano un sospiro di sollievo. Le trasferte a Ortona con il clima attuale erano un grosso disagio, come ha ricordato in una nota Marina Stoppani, presidente dell’Aned. Al punto che l’associazione aveva chiesto ai dirigenti della Asl di dotare il reparto di un muletto di emergenza. La riparazione dello ionizzatore è stata accolta quindi con favore dagli utenti. «Lo ionizzatore è un apparecchio fondamentale per il processo depurativo dei reni artificiali. L’emergenza», dice Stoppani, «è stata egregiamente gestita grazie alla collaborazione tra i centri dialisi di Ortona e Lanciano. Lo stato di usura dello ioizzatore era tuttavia cosa nota. Per fortuna non è stato necessario ricorrere a nessuna struttura privata». L’associazione ringrazia il direttore sanitario: «Aveva promesso una soluzione rapida e ha mantenuto la promessa». (p.c.)

