Ripari di Giobbe, lavori sulla strada colabrodo

La Provincia provvede a sistemare la via che conduce alla località turistica Vitale (Ortona Territorio): «Era impraticabile». Polidori attacca il Comune
ORTONA . Ortona si prepara all’estate e per una delle sue principali località turistiche è arrivato il momento di rifarsi il look. Accade ai Ripari di Giobbe, meta verso cui si dirigono bagnanti da tutto l’Abruzzo. Il tratto di strada da tempo versa in cattive condizioni ma finalmente la Provincia ha provveduto a sistemare la via di sua competenza. Erano diverse le proteste arrivate, anche da residenti, mentre Ortona Territorio, con una lettera a firma del presidente Tommaso Vitale inviata al presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo, aveva chiesto all’amministrazione provinciale di mettere in cantiere l’intervento di manutenzione.
Ora i lavori: «Ortona Territorio», dichiara Vitale, «ha subito recepito le segnalazioni di alcuni cittadini sullo stato di impraticabilità della strada provinciale 66 - Ripari di Giobbe, in particolare dal chilometro 0+150 al chilometro 0+650. Ringraziamo il presidente della Provincia Pupillo ed il dirigente del settore tecnico Nicola Pasquini», conclude Vitale, «per aver dato una pronta risposta alle nostre sollecitazioni».
Ma sul turismo non mancano le polemiche. È il consigliere di minoranza Peppino Polidori a rincarare la dose. Lo fa attaccando la giunta comunale: «In questi quattro anni di amministrazione il Comune non ha dato segno di una sola iniziativa. Strade litoranee pericolosamente dissestate, lidi privi di ogni arredo, parcheggi usati solo per fare cassa, fiumi inquinati e discariche fuori controllo. Sono la triste verità di cui la città soffre». E poi si sofferma proprio sui Ripari di Giobbe: «C’è la trascuratezza delle riserve naturali, per le quali si sono spesi 375 mila euro per opere già malmesse, tra cui la scalinata accidentata ai Ripari di Giobbe», attacca Polidori. «Lungo i lidi, dove ci sono i marciapiedi, questi sono diventati parcheggio a pagamento e i parcheggi liberi sono aree dove abbonda la spazzatura. Non un’opera o servizio per implementare la vocazione turistica del territorio. Fatto ancora più grave e incivile, nessun investimento per l’abbattimento delle barriere architettoniche».
E Polidori parla anche di Bandiera Blu: «Che fine hanno fatto ad esempio i propositi del vessillo, principale fonte di attrazione per il nuovo turismo attento all’ambiente e al suo rispetto. Dove è il piano demaniale», conclude, «e cosa si fa per la sicurezza ambientale ad iniziare dai fiumi. Sono quattro anni nel corso dei quali il Comune è riuscito ad indebitare la città fino al 2046 senza che si sia visto un effetto di questo impiego di denaro».
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