Riparte il cantiere del nuovo asilo

Il Comune rivede i prezzi: 148mila euro in più per l’opera di piazza Cuonzo
LANCIANO. Gru montata e in movimento e operai al lavoro. Dopo fermi, problemi relativi anche all’aumento dei prezzi è ripartito il cantiere per la realizzazione della scuola dell’infanzia tra via Decorati e piazza Cuonzo accanto alla scuola elementare Rocco Carabba. «Dopo incontri con la ditta e analisi sui costi abbiamo firmato nei mesi scorsi l’accordo che impegna una cifra maggiore per l’adeguamento dei prezzi per le materie prime», spiega l’assessore ai lavori pubblici Paolo Bomba, «e ora abbiamo recepito con una delibera anche il nuovo cronoprogramma dei lavori che ne prevede la fine entro il 29 dicembre 2023 e la copertura dei maggiori costi per 148 mila euro col bilancio. Il cantiere però è ripartito e questo è importante».
Con il nuovo cronoprogramma occorreranno 145 giorni in più di lavoro, come si legge sulla delibera, e significa che a settembre 2023 non aprirà la struttura che potrà accoglierà circa 90 bimbi dai 3 ai 6 anni divisi in tre classi, con spazi comuni, refettorio e laboratori e bisognerà attendere il 2024. Ma significa soprattutto che ripartono lavori, in un cantiere sofferto, appaltati nel 2018 dall’ex giunta Pupillo che li aveva finanziati con un mutuo (914mila euro per il primo lotto, in corso, 200mila euro per il secondo che riguarderà l’esterno), che ha visto poi ben 3 anni di attesa per la partenza che c’è stata a febbraio 2021. Poi altri stop, un breve riavvio ad ottobre 2021 quando si fecero il consolidamento del marciapiede e la realizzazione delle fondamenta su cui poggiare l’asilo in legno, antisismico, ecosostenibile, ad un solo piano e ancora un altro stop; il cambio di giunta e i lavori che a marzo 2022 ripartirono per pochi giorni, il tempo di sistemare la base in cemento della scuola. Poi l’aumento dei prezzi e il fermo dei lavori per “rinegoziare” tempi e costi. Si spera sia l’avvio decisivo per chiudere uno dei cantieri ereditati dall’ex giunta. E proprio sui cantieri “ereditati” il sindaco Paolini è stato chiaro con la sua giunta: “I vecchi cantieri vanno chiusi; non lasciamo incompiute”. Anche se questi hanno costi maggiori per l’aumento dei prezzi, vedi ad esempio oltre l’asilo il palazzetto, le demolizioni dei due nidi, i progetti di rigenerazione urbana ad Olmo di Riccio.
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