Riparte la mensa: dal bilancio arrivano oltre 400mila euro

CHIETI. Via libera del consiglio comunale alla variazione di bilancio da 439.609 euro per far sì che la mensa scolastica riprenda in tempo. La ripartenza del servizio di refezione scolastica è...
CHIETI. Via libera del consiglio comunale alla variazione di bilancio da 439.609 euro per far sì che la mensa scolastica riprenda in tempo. La ripartenza del servizio di refezione scolastica è prevista per lunedì 23, giorno in cui riprenderà il tempo pieno nelle scuole teatine. Ma attualmente la gara per affidare il servizio è ancora in corso e per far ripartire la mensa è necessario stanziare dei soldi sino a quando non partirà il nuovo appalto con il nuovo gestore.
A occuparsi della gara per appaltare il servizio non è il Comune in prima persona ma AreaCom. Lo scorso 24 aprile, infatti, la giunta ha chiesto un accordo con l’Agenzia regionale dell’Abruzzo per la committenza (AreaCom) per delegare le funzioni di stazione appaltante in relazione all’affidamento del servizio mensa. La gara è partita, ma il termine di presentazione delle offerte scade il 10 ottobre. E quindi a una settimana dalla ripartenza della mensa, il Comune interviene, in extremis, con una variazione di bilancio per assicurare i pasti nelle scuole teatine. I consiglieri d'opposizione hanno proposto di prendere i soldi necessari al pagamento del servizio dal fondo dove sono finiti i soldi tagliati dagli emolumenti dei consiglieri comunali.
Ma l’emendamento è stato bocciato dalla maggioranza. La variazione è invece passata con le 12 astensioni della minoranza e 18 voti favorevoli. «Ci siamo astenuti», ha detto il consigliere Maurizio Costa (Forza Chieti), «perché non riteniamo la delibera congrua per le esigenze delle casse comunali, perché si poteva benissimo andare a prendere questi soldi dal fondo alimentato dai tagli sul gettone di presenza dei consiglieri». Con i fondi a disposizione il servizio può quindi ripartire, ma con il Comune in dissesto cresce il costo della mensa. Gli importi variano in base all'Isee, con il pasto più accessibile a 50 centesimi e fino a 6,90 euro per la fascia più alta, con abbuoni per i secondi figli. Pasti a 7 euro per i non residenti. (a.i.)
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