Rischio chiusura per il tribunale, l’ira della Camera penale
VASTO. Una doccia fredda. La città è incredula e stordita davanti alla decisione della presidente del Senato, Maria Alberta Casellati, di stralciare l'emendamento che prevedeva altri 3 anni di vita...
VASTO. Una doccia fredda. La città è incredula e stordita davanti alla decisione della presidente del Senato, Maria Alberta Casellati, di stralciare l'emendamento che prevedeva altri 3 anni di vita per i tribunali minori. Dura la condanna del presidente e del vicepresidente della Camera penale di Vasto, Giovanni Cerella e Fiorenzo Cieri. Ora è a rischio la permanenza della Procura e secondo gli addetti ai lavori anche del commissariato.
«Alla luce», dichiara l'avvocato Cieri, «di quanto accaduto in Senato sulla proroga della chiusura dei 4 tribunali abruzzesi, la Camera penale ha avvertito un sinistro brivido autoritario ed il superamento della nostra democrazia parlamentare, ormai affidata a dei burocrati che si ascrivono anche il diritto e le capacità di ridisegnare la geografia dei tribunali oltre alle regole del processo, senza minimamente curarsi di quanto viene loro segnalato dal territorio e dai loro rappresentant».
Gli avvocati si sentono offesi. «Oggi per Vasto», si legge nella nota della Camera penale, «e per tutto il suo territorio è una giornata segnata da un lutto civile decretato dalla morte di un luogo quale è il tribunale, di amministrazione della giustizia. Un luogo che faceva sentire lo Stato prossimo e vicino al cittadino. Grazie alla decisione della Casellati lo Stato non ci sarà più. Vasto, l’Abruzzo e l’Italia hanno perso».
L'avvocato Angela Pennetta, candidato a sindaco per la lista Arcobaleno e protagonista due anni fa di una manifestazione di protesta a Roma per salvare i tribunali, annuncia che non starà a cercare la colpa. «Semplicemente non ci faremo portare via il tribunale, senza provare a difenderlo fino alla fine. La proroga era un diritto per il quale siamo pronti a batterci ancora». (p.c.)
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