«Rischio d’incidenti, zero piano d’emergenza»

Vasto. L’associazione Porta Nuova scrive al prefetto sull’area di Punta Penna e accusa il Comune
VASTO. Rientra nell’elenco delle industrie a “rischio di incidente rilevante”, ma solo oggi è stata avviata la procedura per l’adozione del piano di emergenza esterno per lo stabilimento della Eco Fox, azienda di Punta Penna produttrice di biodiesel. A diffondere la notizia è l’associazione civica Porta Nuova che da sempre mantiene alta l’attenzione sulla zona industriale di Vasto, sulla qualità dell’aria e su altre problematiche di quell’area che convive con la riserva naturale di Punta Aderci.
«Il piano di emergenza esterno è un provvedimento che attendevamo dal lontano luglio 2004», annota Michele Celenza, presidente del sodalizio, «ce lo ha comunicato, con una nota ufficiale datata allo scorso 13 ottobre, la prefettura, in coincidenza con una nostra istanza di accesso agli atti. La legge prevede altresì che il prefetto proceda “prima della sua adozione, d’intesa con il Comune, alla consultazione della popolazione per mezzo di assemblee pubbliche, sondaggi, questionari o altre modalità idonee, compreso l’utilizzo di mezzi informatici e telematici”. Attendiamo dunque che venga dato inizio alla parte di evidenza pubblica della procedura».
L’adozione del piano di emergenza esterno - la cui finalità è quella di ridurre o mitigare gli effetti di un incidente industriale sulle aree esterne al perimetro dello stabilimento industriale- è espressamente richiesto dalla legge, anzi da tutte le disposizioni legislative che dal 1987 in poi hanno regolato la questione del rischio industriale. Nel caso della Eco Fox - inserita nell’elenco delle aziende a rischio di incidente rilevante - ci sono anche adempimenti che sono di competenza dell’ente locale.
«Il Comune, così come richiesto dalla legge, dovrebbe mettere tempestivamente a disposizione del pubblico, anche in formato elettronico e mediante pubblicazione sul proprio sito web, le informazioni sull’impianto che il gestore è tenuto a comunicargli», aggiunge Celenza, «ma né questa amministrazione, né le precedenti l’hanno fatto mai, nonostante le nostre reiterate richieste. E sono ormai più di vent’anni. È incredibile la sottovalutazione dimostrata da parte della pubblica amministrazione verso una questione così importante per la pubblica sicurezza. Lo ripetiamo: col rischio industriale non si scherza».
Nelle scorse settimane Porta Nuova aveva sollevato il problema di due aziende di Punta Penna inserite nell’elenco dei siti potenzialmente contaminati: i valori riscontrati nelle analisi delle acque sotterranee superano quelli consentiti dalla legge. (a.b.)
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