Rischio frane in città Sì a tre progetti da 5 milioni di euro

14 Agosto 2015

Pronti i piani per Santa Giusta, via per Frisa e Sant’Egidio Di Naccio: in queste località la situazione è peggiorata

LANCIANO. Approvazione di tre progetti da quasi 5 milioni di euro per consolidare le aree a rischio frane di Santa Giusta, via Per Frisa e Sant’Egidio. Approvazione della nuova mappa del rischio idrogeologico, in cui sono state inserite le aree di Madonna del Carmine e il versante Morena di Santa Giusta che non erano considerate “zone rosse”, per ottenere i fondi del Genio civile per la messa in sicurezza. Ferragosto bollente per il Comune che sul fronte frane si sta muovendo dopo le emergenze seguite all’alluvione del 3-4-5 marzo scorsi con 50 zone colpite da frane e smottamenti, 350mila euro spesi, calcolati come debiti fuori bilancio, per i primi lavori e tre famiglie sgomberate dalla proprie case inagibili a causa delle frane.

«I tre progetti approvati in giunta riguardano aree “storicamente” colpite da frane e che hanno visto peggiorare le condizioni col tempo e dopo l’alluvione di marzo», spiega l’assessore ai lavori pubblici Antonio Di Naccio. «I tre progetti redatti e approvati riguardano il consolidamento di Santa Giusta per 2 milioni 660.000 euro, di via per Frisa nell’area a monte del parcheggio e del mercato coperto per 1milione 980.000 euro e della scarpata di Sant’Egidio per 350mila euro. Per quanto riguarda Santa Giusta», prosegue Di Naccio, «gli interventi partono dalla zona della Gunite dove si sono fermati i lavori di consolidamento della Provincia ma ci sono 4 cantine a rischio crollo, in bilico da mesi, e abitazioni private che devono essere protette. C’è una vecchia frana nella zona di Camperchioli-Santa Giusta che anni fa portò allo sgombero di una famiglia, in parte riattivata con nuove ferite che stiamo monitorando. Il progetto approvato è volto a consolidare questa parte».

Un versante che crea problemi da tempo, sui quali la Provincia è intervenuta più volte, quello di Santa Giusta - anche perché la prima volta il muro costruito per reggere la collina ha ceduto - e che ha visto acuirsi i problemi con l’alluvione. «A Santa Giusta abbiamo aperto il nuovo fronte frane del versante Morena che ha portato allo sgombero di una famiglia», dice di Naccio, «che ora abbiamo inserito come “zona rossa” (aggiungendosi alle 9 “zone rosse” già individuate in precedenza, ndc) nella nuova mappa del rischio idrogeologico, appena redatta dal dirigente comunale Fausto Boccabella su relazione del geologo Carabba. Mappa in cui figura come “zona rossa” anche l’area di Madonna del Carmine. Essendo “zone rosse” possiamo chiedere fondi al Genio civile per il consolidamento, che prima di concederli vuole anche i progetti che stiamo redigendo».

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