Riscossione tornata al Comune, i sindacati: «Noi presi in giro»

Le associazioni dei lavoratori insorgono contro la scelta che lascia a casa i dipendenti di Teateservizi Chiesto un incontro in tempi rapidi all’amministrazione: in caso contrario sarà sollecitato il prefetto
CHIETI. La notizia della reinternalizzazione temporanea del servizio riscossione, senza riprendere al lavoro i dipendenti della Teateservizi che svolgevano l’incarico, lascia di sasso i sindacati. Dura la Cgil che con Giuseppe Rucci parla di «situazione paradossale» in cui il Comune avrebbe fatto «esattamente il contrario di quanto aveva assicurato di voler fare. Ci era stato detto che», sottolinea Rucci, «qualora non fosse partito l’esercizio provvisorio per rimettere al lavoro la società fallita, ci sarebbe stato un affidamento diretto per assicurare la continuità del servizio e anche per tutelare i posti di lavoro. Invece sono passati quasi quattro mesi e i lavoratori sono a casa senza stipendi e senza alcun sostegno economico. E adesso sono costretti ad attendere i tempi biblici di una futura gara per assegnare il servizio».
Per Smeraldo Ricciuti, di Confsal Funzioni locali, siamo di fronte «a una presa in giro dei lavoratori. Perché avrebbero potuto dire subito a cosa si andava incontro». Interviene anche la Uil che, sin dall’inizio, aveva chiesto al Comune la reinternalizzazione del servizio, che però prevedeva anche la reinternalizzazione dei dipendenti di Teateservizi che gestivano il settore tributi. Nei piani del sindacato non era possibile che il Comune, già a corto di organico, si riprendesse il servizio di riscossione, senza rimettere al lavoro anche gli operatori della società fallita. «A oltre tre mesi dal dichiarato fallimento da parte del tribunale di Chieti, l’amministrazione comunale», dice il segretario provinciale Uil Fpl Marco Angelucci, «si è finalmente decisa a internalizzare il servizio riscossione come da mesi la Uil Fpl ha più volte rimarcato quale unica strada da percorrere per riattivare la riscossione tributi senza procurare potenziali ulteriori danni erariali dovuti al loro mancato introito. Nella speranza che questa infausta ipotesi non si sia già determinata. A fianco di questo positivo aspetto (internalizzazione del servizio) però ve ne è un altro che lascia francamente amareggiati e consiste essenzialmente sulla mancata ricollocazione di tutto il personale addetto con la Teateservizi alla riscossione. Ciò desta estrema preoccupazione sia per la salvaguardia dei posti di lavoro che del know how che questi dipendenti hanno acquisito come competenze e cognizioni necessarie allo svolgimento ottimale dell’attività di riscossione senza le quali non si comprende chi e con quali competenze all’interno del Comune dovrebbe dedicarsi allo scopo».
Angelucci sottolinea come la soluzione oggi prospettata sia solo temporanea, visto che è stata presa solo per far fronte al pagamento della tassa sui rifiuti (Tari). «Peraltro», continua il sindacalista, «altra fondamentale lacuna che si rileva è la mancata preventiva informativa alle organizzazioni sindacali e l’apertura di un dovuto confronto tenuto conto del percorso vertenziale avviato dalle stesse e sfociato nella proclamazione dello stato di agitazione del personale ancora pendente dinnanzi al tavolo prefettizio». Per queste ragioni il sindacato chiede all’amministrazione un’immediata convocazione dei sindacati prima di risollecitare nuovamente l’intervento del prefetto.
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