Rissa davanti al bar con 5 feriti In 9 a processo, chiesti i danni

22 Ottobre 2024

Il parapiglia scoppiato sembra per futili motivi fuori dal locale nella notte tra il 22 e 23 novembre 2021 In due avrebbero brandito cocci di vetro come armi, altri tre avrebbero portato una spranga da casa

CASOLI . Un gruppo di nordafricani alticci, una bottiglia di limoncello consumato davanti al bar che i liquori li vende e poi il parapiglia che si scatena con i proprietari del locale, degli avventori e che si chiude con danni al bar e 5 feriti. È la rissa scoppiata la notte tra il 22 e il 23 novembre 2021 davanti ad un locale di Casoli. Per questi fatti in 9 sono finiti davanti al giudice per le udienze preliminari, Giovanni Nappi. Il magistrato li ha rinviati tutti a giudizio, al processo fissato il 25 marzo 2025 che definirà la vicenda.
Alla sbarra ci sono Hamza Chargui, 25 anni, Abderrahmene Chargui, 21, Andrea Maesa, 38, Matteo Bonfigli, 34, Nexhmi Mustafaj, 36, Toni Maesa, 41, Riccardo Maesa, 29, Tiziano Aruffo, 38, Antonio Di Renzo, 24, residenti a Casoli e rappresentati dagli avvocati Enzo Basile, Raffaele Masciantonio, Antonio Di Florio, Jessica De Gregorio e Tommaso Troilo. Parte civile è Toni Maesa, tra i proprietari del locale, che con l’avvocato Di Florio ha chiesto anche il risarcimento per danni subiti dal bar, di 2mila euro, e i danni per le lesioni ricevute di mille euro.
Secondo quanto riportato in aula la rissa sarebbe scoppiata per futili motivi, una bottiglia di liquore di troppo che il gruppo con i Chargui, già alticcio, avrebbe consumato davanti al bar che i liquori li vende e che aveva chiesto loro di spostarsi. Dalle parole però si sarebbe passati alle mani. Sempre secondo l’accusa i due Chargui devono rispondere di danneggiamenti “per aver scaraventato violentemente a terra i tavolini e le sedie davanti al bar e aver rotto la vetrata della porta del bar”, poi contestate le lesioni aggravate per aver colpito con calci e pugni Tiziano Aruffo, con una prognosi di 5 giorni, poi per aver colpito Riccardo Maesa, il solo Hamza anche con un cartello pubblicitario sradicato dal suolo, provocandogli lesioni con 3 giorni di prognosi e con lo stesso cartello avrebbero colpito anche Tony Maesa e anche per lui 3 giorni di prognosi. I Chaurgui sono anche accusati di minacce aggravate in concorso per aver brandito dei cocci di vetro a mo’ di arma.
Ad Andrea Maesa, Bonfigli e Nexhmi è contestato l’aver portato fuori dalla loro abitazione senza motivo una spranga metallica di un metro atta ad offendere. Sarà il processo a far luce sulla vicenda a chiarire cause della lite e responsabilità. (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .