Rissa lungo corso Marrucino, 3 donne finiscono sotto accusa

CHIETI. Tre donne nigeriane finiscono in tribunale per una rissa scoppiata lungo corso Marrucino, nel cuore del centro storico di Chieti, di fronte a decine di passanti. Stamattina, davanti al...
CHIETI. Tre donne nigeriane finiscono in tribunale per una rissa scoppiata lungo corso Marrucino, nel cuore del centro storico di Chieti, di fronte a decine di passanti. Stamattina, davanti al giudice Andrea Di Berardino, è in programma l’udienza preliminare che vede come imputate Damilola Abisoye, 30 anni, difesa dall’avvocato Antonello Remigio, e Faith Uyiekpen, 32 anni, assistita dall’avvocato Daniela Mascioli. Nei guai è finita anche un’altra nigeriana, Joy Peter, nei confronti della quale si è proceduto separatamente. La zuffa, ripresa da un passante con il cellulare, è stata talmente violenta che Damilola ha riportato l’«indebolimento permanente della funzione masticatoria».
L’episodio risale al 26 settembre del 2019. Quel pomeriggio i poliziotti della squadra volante sono intervenuti sul Corso dopo la segnalazione arrivata al 113 di una lite in atto. Damilola ha raccontato che, mentre si trovava all’interno del bar Italia insieme all’amica Joy, è stata improvvisamente raggiunta da Faith: «La conosco perché in passato siamo state amiche e l’avevo ospitata anche da me per un breve periodo. Lei ha iniziato ad offendermi per fatti privati. Joy ha cercato di riportare la calma, ma senza risultati». Quel che è certo è che le tre donne sono uscite dal locale e si sono allontanate, ma il litigio è degenerato e hanno cominciato a picchiarsi.
Secondo la versione di Faith, invece, la discussione è nata perché l’ex coinquilina aveva parlato male di lei. In un primo momento, nessuna delle donne ha richiesto l’intervento del 118.
Nei giorni successivi, però, tutte e tre hanno presentato denuncia in questura consegnando certificati medici che attestavano le cure ricevute in pronto soccorso. Damilola respinge ogni accusa e sostiene di essersi solamente difesa da un’aggressione. Stesso discorso per l’altra imputata. Ora entrambe rischiano di finire sotto processo con l’accusa di rissa aggravata. (g.let.)
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