Risse, aggressioni e schiamazzi: il questore chiude il bar Scalo24

La sospensione scattata dopo tre gravi episodi con giovani finiti in ospedale e zuffe a colpi di sedia Montaruli: «I residenti della zona erano esasperati anche per i rumori molesti e gli schiamazzi»
CHIETI. Pugno duro della polizia di Stato contro la movida violenta. Il questore Aurelio Montaruli ha disposto la chiusura per dieci giorni del bar Scalo24, uno dei locali simbolo del divertimento serale e notturno, dove nell’ultimo periodo si erano verificate risse e aggressioni. Sono almeno tre gli episodi alla base del provvedimento di sospensione della licenza, adottato sulla scorta di quanto stabilito dall’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps). «Una norma», spiegano dalla questura, «che, nel caso specifico, va a incidere in un contesto territoriale dove, a causa dei fatti accaduti, si era creato notevole allarme sociale».
L’ultimo episodio di intemperanza risale allo scorso 6 aprile, quando la squadra volante è intervenuta nel bar a poca distanza dalla stazione ferroviaria a seguito di una rissa, i cui autori si erano appena dileguati. Al tempo stesso, però, gli agenti sono riusciti a identificare un diciannovenne, già sottoposto al divieto di accesso agli esercizi pubblici della zona, che – in evidente stato di agitazione – aveva scagliato un posacenere in vetro contro un addetto alla sicurezza del locale, nonostante la presenza delle forze dell’ordine.
All’alba del 30 novembre, invece, una pattuglia della polizia e una dell’Arma dei carabinieri sono intervenute allo Scalo24 dopo una rissa. In base a quanto ricostruito, cinque giovani si sono fronteggiati e colpiti senza pietà con sedie, calci e pugni. Ad avere la peggio sono stati due amici di 25 anni, entrambi residenti a Manoppello, che hanno riportato ferite alla testa e sono finiti all’ospedale. Il putiferio si è scatenato nel momento in cui davanti al bar sono arrivati tre giovani, a bordo di una macchina, che si sarebbero resi protagonisti di una sorta di spedizione punitiva. Il movente resta tuttora un mistero. Quel che è certo è che i violenti si sono lanciati di tutto, compresi un portatovaglioli in alluminio e, in base ad alcuni racconti, anche un posacenere di vetro.
Ma non è finita qui, perché – come ricostruisce sempre la questura – nella notte del 7 maggio 2023 è stato necessario l’intervento di una volante per una lite tra giovani, fuggiti alla vista dei lampeggianti.
Nel provvedimento firmato dal questore Montaruli «è anche stigmatizzata la circostanza che, nel corso del tempo, vi sono state ripetute richieste di intervento delle forze dell’ordine per segnalazioni di rumori molesti e schiamazzi provenienti dal bar in questione che hanno creato disagio ed esasperazione tra i residenti della zona».
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