Risse e sospensioni Il consiglio conclude ben poco
CHIETI. Sospensioni e risse verbali ma, come al solito, pochissimi provvedimenti licenziati per il bene della città. Slitta a lunedì e quindi nell’ultimo giorno utile, poi, la proroga di due mesi...
CHIETI. Sospensioni e risse verbali ma, come al solito, pochissimi provvedimenti licenziati per il bene della città. Slitta a lunedì e quindi nell’ultimo giorno utile, poi, la proroga di due mesi dei servizi affidati alla Teate servizi in quanto al momento della trattazione della delibera i banchi dell’aula si presentavano deserti. Rigettato l’ordine del giorno del segretario cittadino del Pd, Filippo Di Giovanni, che ha censurato politicamente l’amministrazione comunale per “culpa vigilando” in merito allo scandalo dell’assegnazione delle case parcheggio.
Il consiglio comunale, riunito in seconda convocazione, si conferma inconcludente. Colpa di comportamenti sopra le righe di alcuni consiglieri che continuano a scambiare l’aula per una vetrina personale.
Il tutto sotto gli occhi attoniti di Mauro Febbo, consigliere regionale, mischiato per un giorno tra il pubblico, davvero scarno, del consiglio comunale. Che doveva essere portato a termine senza affanni e invece si è trasformato di nuovo in un saloon. Il primo scoglio della seduta è stata la delibera in cui l’ente ha chiesto al Demanio la proprietà, a titolo non oneroso, di una serie di beni pubblici dismessi. Nella lista, però, non figurano la caserma Berardi, che verrà utilizzata dai Carabinieri e, soprattutto, l’ex ospedale militare, cioè la caserma Bucciante. «Lo Stato - fa sapere Marco D’Ingiullo, assessore al patrimonio - non intende concedere la struttura in comodato gratuito ma vuole soldi. Vedremo cosa accadrà anche perché il sindaco sta cercando una mediazione a Roma».
Sull’argomento, ovviamente, si è espressa la minoranza che, attraverso i consiglieri Luigi Febo ed Enrico Iacobitti, ha denunciato la cartografia sbagliata annessa al partito di delibera sui beni richiesti allo Stato. Alla fine il provvedimento è passato con 21 voti favorevoli appena dopo una rissa verbale che ha visto protagonista il consigliere Alessandro Giardinelli. Il capogruppo di Scelta civica si è scagliato con fare minaccioso contro la presidenza del consiglio denunciando, a suo dire, il fatto che l’appello per verificare il numero legale in aula sia stato bloccato ad arte dalla maggioranza per evitare che il consiglio cadesse. Secca e pepata la replica di Celestina Labbadia, segretario generale del Comune.
«Stigmatizzo con forza il comportamento del consigliere Giardinelli. Io non ho interrotto l’appello - precisa il segretario generale - ma volevo solo accertare chi fosse in aula». L’assise civica, a stretto giro, ha accettato di riconoscere le condizioni di benemerenza ad Alfredo Paglione che ha donato 101 opere della propria collezione d’arte alla città per esporle nei locali della pinacoteca Barbella. Il consigliere Giardinelli ha lamentato come le opere siano esposte a Pescara ma, alla fine, il consiglio ha dato il suo ok come accaduto per i tre ordini del giorno a firma del consigliere Marco Di Paolo sulla prevenzione al C-yberbullismo, sui parchi gioco inclusivi e sulla creazione di un “social team”.(j.o.)

