Ristrutturato il portale di Palazzo Virgilij

L’ingresso all’edificio del Settecento era puntellato e a rischio crollo: nuova vita con un progetto dell’Ater
LANCIANO . Recuperare un monumento storico, valorizzarlo e farlo conoscere ai giovani, in particolare agli studenti del liceo d’arte Palizzi. Questi gli obiettivi che hanno portato alla riqualificazione del portale di Palazzo Virgilij, settecentesco edificio baronale oggi di proprietà dell’Ater e sede di alcuni uffici comunali nel cuore di Lancianovecchia. Fino a poco tempo fa a colpire del portale erano le sculture e le pietre danneggiate dallo smog, il rischio di crolli tanto che era puntellato, ora invece dopo il restauro conservativo la facciata risplende. «Restituiamo un monumento alla città», commenta il presidente Ater, Fausto Memmo, «grazie all’impegno dell’azienda che ha usato risparmi ed economie senza nulla togliere alla manutenzione dell’edilizia residenziale». «Un impegno di 20mila euro», aggiunge l’architetto Tommaso Sacramone, responsabile area tecnica Ater, «e anche burocratico visto che il palazzo è al 70% dell’azienda, il 30% è dei privati. Ma andava salvato».
Ad ascoltare i lavori fatti alcuni studenti del liceo d’arte Palizzi chiamati in particolare dall’associazione Italia Nostra, dal presidente regionale Pierluigi Vinciguerra e da quello cittadino Enrico Giancristofaro. «È giusto che ci siano gli studenti alla riconsegna di quest’opera perché devono conoscere la storia cittadina», sostiene Vinciguerra, «ma anche perché si sta cercando di portare un ramo del restauro al liceo artistico; stiamo discutendo col Ministero e l'Università di Chieti- Pescara. Potrebbe essere un progetto importante per la città». «È un restauro conservativo, volto a ripristinare la situazione originale», spiega l’architetto Agnese Senerchia, progettista e direttore di lavori fatti da un team di donne guidato dalla restauratrice Anna Grazia Grassi. «I lavori sono stati preceduti da analisi grazie alla Soprintendenza di Chieti Pescara, per identificare il tipo di pietra, che è arenaria, molto porosa, oggetto di degrado. L’abbiamo recuperata pulendola con impacchi con sali organici e micro-sabbiatura a bassissima pressione per contrastare anche la crescita di erbe infestanti. Abbiamo usato barre di 40-70 cm per far riaderire i conci in procinto di distaccarsi dal paramento murario e posto dei dissuasori. È stata pulita la lunetta in ferro battuto con la micro-sabbiatura e la trave lignea originale. Restituiamo una scultura alla città valorizzandone il patrimonio storico architettonico».

