Ritardata assunzione, Comune condannato a risarcire

9 Luglio 2017

ATESSA . Il Comune è stato condannato dal giudice del lavoro di Lanciano, Cristina Di Stefano, a risarcire con 11mila euro l'ingegner Maurizio Calabrese per la sua mancata tempestiva immissione nel...

ATESSA . Il Comune è stato condannato dal giudice del lavoro di Lanciano, Cristina Di Stefano, a risarcire con 11mila euro l'ingegner Maurizio Calabrese per la sua mancata tempestiva immissione nel ruolo del personale dipendente. La sentenza è stata pronunziata lo scorso 3 luglio. La vicenda nasce nel 2009. A maggio di quell'anno, la giunta Cicchitti approvava la pianta organica dell’ente e, sulla base della programmazione 2009/2011, indice una procedura di mobilità volontaria per il reclutamento di due figure D1, di cui una per il settore “manutenzioni” e una per il settore “urbanistica”. Con una determinazione del 25 giugno, del responsabile del V Settore comunale, veniva approvata la graduatoria per titoli della procedura di mobilità per la copertura a tempo indeterminato del posto di istruttore direttivo tecnico categoria D posizione di accesso D1, che vedeva vincitore l'ingegner Calabrese allora dipendente della Regione Marche, unico partecipante e relativo vincitore. «Ciononostante», si legge nella sentenza, «il segretario generale del Comune di Atessa con nota del 26.08.2009 n. 2007 indirizzata al Responsabile del V Settore dello stesso Comune, riteneva non opportuno al momento procedere alle assunzioni tramite mobilità esterna, stante l’attuale assetto organizzativo dell’area tecnica e ritenendo che l’esame e la valutazione dell’unica domanda pervenuta non determini la necessità di un automatico e immediato accoglimento della stessa» e due giorni dopo il responsabile del V Settore riteneva conclusa la procedura di mobilità volontaria, ma disponeva di non procedere, al momento, all’assunzione del personale. Calabrese è stato comunque assunto dopo 1 anno e 4 mesi. Su questo ritardo si è basato il ricorso di Calabrese che, assistito dagli avvocati Monia Andreoli e Silvana Vassalli, ha chiesto il risarcimento dei danni subiti. A questo punto, a meno di eventuale ricorso, il Comune di Atessa dovrà risarcire l’ingegner Calabrese con 11.509 euro – oltre rivalutazione monetaria ed interessi -, pagare le spese di giudizio pari a 4mila euro oltre rimborsi ed Iva e liquidare la parcella del proprio legale che si aggirerebbe su 11.000 euro. «È chiaro che a conclusione della storia, sarò io stesso» afferma Calabrese «a trasmettere le carte alla Corte dei Conti, perché non è giusto che le conseguenze negative del comportamento illegittimo di taluni possano gravare sulle casse comunali».
Matteo Del Nobile