Rocca San Giovanni, niente Bandiera blu

10 Maggio 2015

Lettera Fee Italia: riconoscimento sospeso per i depuratori sequestrati. Il sindaco: alla Sasi chiederò milioni di danni

ROCCA SAN GIOVANNI. Dopo il sequestro della Procura di Lanciano di 12 depuratori del frentano gestiti dalla Sasi, la Fee Italia (Fondazione per l'Educazione Ambientale) ha deciso di sospendere il riconoscimento della Bandiera Blu al comune di Rocca San Giovanni. «Un provvedimento molto grave», si indigna il sindaco, Gianni Di Rito che ha già dato mandato ai suoi legali di diffidare la Sasi e di chiedere un ingente risarcimento per danni - che lede in maniera pesantissima l'immagine del comune che ottiene questo prestigioso riconoscimento dal 2004».

LA LETTERA. Tutto era già pronto per la cerimonia di consegna dei vessilli martedì. Il sindaco di Rocca San Giovanni, come di consueto da 11 anni a questa parte, era già stato invitato a partecipare alla cerimonia a Roma. Ma alle 11;15 di venerdì arriva in comune una mail con oggetto "Bandiera Blu-Urgente". «In merito all'invito a partecipare alla conferenza stampa di martedì 12 maggio per l'assegnazione delle Bandiere Blu 2015», recita il messaggio della Fee, «la informiamo che al comune di Rocca San Giovanni non verrà consegnato il riconoscimento durante questo evento. La Bandiera Blu è infatti da ritenersi sospesa in conseguenza del sequestro degli impianti di depurazione delle acque reflue di cui abbiamo avuto notizia negli ultimi giorni, che comporta il mancato rispetto dei criteri imperativi per l'ottenimento del riconoscimento. La Bandiera Blu 2015 non potrà quindi essere issata nel territorio comunale di Rocca San Giovanni fino al termine delle indagini in corso, quando riceveremo notizie ufficiali dalle autorità competenti». «Fee Italia», conclude la nota, «si riserva il diritto di decidere, in seguito alle nuove informazioni forniteci dalle autorità, se revocare definitivamente la Bandiera Blu o consentire una assegnazione posticipata».

I DANNI. «Sono sconvolto», dice adirato il primo cittadino, «e determinato a citare per danni la Sasi e a chiedere un risarcimento milionario. Ciò che si sta determinando a causa di situazioni non dipese dal comune di Rocca o dalla mia amministrazione, è qualcosa di veramente grave che lede profondamente l'immagine del mio comune che da anni lavora per ottenere il riconoscimento della Bandiera Blu che arriva infatti ininterrottamente a Rocca da ben 11 anni. Si tratta di danni incalcolabili che arrivano alla vigilia della stagione balneare e dopo un durissimo lavoro da parte nostra nei confronti della sostenibilità ambientale e del turismo. Ci siamo impegnati a ripulire le spiagge, a fare un progetto di riqualificazione del Cavalluccio, e poi, per responsabilità non nostre, ci viene sospesa la Bandiera Blu». «Sono stanco di essere vittima del cattivo funzionamento di società come la Sasi», attacca Di Rito, «a cui questa volta non verranno fatti sconti. Paghiamo profumatamente sulle bollette le depurazioni e poi avvengono queste cose. Da circa 5 anni è pronto un progetto della Sasi per spostare i depuratori Cavalluccio e Vallevò (sequestrati assieme altri 10 del frentano gestiti dalla spa ndc) dal mare all'interno della costa e nulla è ancora accaduto».

LA MINORANZA. Anche il gruppo di minoranza Insieme per Rocca era intervenuto sulla vicenda. In particolare i consiglieri Fabiana Mucci, Silvino D'Ercole ed Emilio Pio Caravaggio hanno chiesto al sindaco Di Rito quali fossero le azioni intraprese per tamponare la grave situazione dei depuratori sequestrati e quali quelle relative alla scoperta di salmonella nel torrente Fontanelli (la cui ordinanza di divieto di uso delle acque era stata fatta già diversi giorni prima della notizia del sequestro).

Daria De Laurentiis

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