Rogo a Liscia, nato il comitato per la rinascita della pineta

10 Marzo 2016

LISCIA. A distanza di sei mesi dall’incendio che ha devastato la pineta, sulla collina sono ancora bene evidenti le ferite provocate dal fuoco. A parte qualche ciuffo di vegetazione spontanea, gli...

LISCIA. A distanza di sei mesi dall’incendio che ha devastato la pineta, sulla collina sono ancora bene evidenti le ferite provocate dal fuoco. A parte qualche ciuffo di vegetazione spontanea, gli alberi sono solo un ricordo. Il rogo dello scorso settembre ha incenerito 150 ettari di bosco. In paese si è formato un comitato per la rinascita della pineta di Colle San Giovanni, distrutta dal fuoco insieme ad un ristorante. Il proprietario del locale si è rimboccato le maniche e ha rimesso in piedi la sua attività. Per la pineta serve molto di più. L’associazione “Araba fenice-Pineta di Liscia” conta già 22 soci. Il direttivo è formato dal presidente Mario Lalla, dal vice Gabriele Lucci, dal segretario Ezio D’Ottavio, dal tesoriere Angelo Valentini e dai consiglieri Simone Masciotta, Michele D’Aloisio, Michele Battista e Michele Arcangelo.

La pineta era stata piantata nel 1952 sul colle che sovrasta il piccolo centro abitato. Il sodalizio presieduto da Lalla spera che ci siano tante persone generose disposte ad aiutarli. «Chi vuole può versare anche pochi euro sul conto corrente 001031653031, codice Iban IT40j0760115500001031653031», fa sapere il presidente. Sono due i punti della collina maggiormente danneggiati: uno è il punto più alto del colle e uno vicino al paese, accanto al ristorante. L’associazione ha l’obiettivo di ripiantare il maggior numero di alberi. «Certo prima di tornare ad ammirare il bosco passeranno ancora tanti anni», commenta Lalla, «il futuro si costruisce poco per volta e ognuno può sentirsi partecipe della rinascita». Lalla ricorda con gratitudine l’impegno del sindaco Di Giacomo subito dopo il rogo e la solidarietà dei comuni vicini che hanno dato una grande mano a superare le fasi più critiche. «Ora è arrivato il momento di dare una mano alla natura e alla nostra terra. Noi lo facciamo con il cuore. Speriamo di trovare tanti amici generosi», conclude Lalla. (p.c.)