Rogo al bar, padre e figlio nei guai

10 Dicembre 2020

Tentarono di corrompere anche un vigile del fuoco, che non accettò

LANCIANO. Avrebbero appiccato l’incendio al bar in via Dei Peligni, a Castel Frentano, poi avrebbero aggredito e malmenato prima 4 vigili del fuoco che cercavano di domare le fiamme e poi due carabinieri intervenuti per fermarli. Tentarono anche di corrompere un vigilie del fuoco e nella loro auto avevano un’arma. Sono stati rinviati a giudizio al 10 marzo 2021, con una sfilza di reati, Claudio e Giovanni R., padre e figlio di 50 e 24 anni di Lanciano. Sono accusati a vario titolo di minaccia, incendio doloso, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, violenza privata, calunnia, porto abusivo d’armi (un’ascia) e tentata corruzione. I fatti risalgono al 6 novembre 2019. Secondo la ricostruzione dei carabinieri e del pm Serena Rossi dinanzi al giudice Giovanni Nappi, i due, rappresentati dall’avvocato Pio Marziani, il 6 pomeriggio andarono al bar in via dei Peligni a Castel Frentano, ebbero un diverbio con il proprietario e andarono via. Poi la sera ripassarono davanti al locale e appiccarono il fuoco al gazebo esterno in legno. Intervennero i vigili del fuoco per spegnere le fiamme. Ma padre e figlio cercarono di fermarli. Claudio avrebbe offerto anche dei soldi, 850 euro a un pompiere (da qui la tentata corruzione) per non chiamare i carabinieri. Ma i vigili si rifiutarono e furono aggrediti. Stessa aggressione ai carabinieri tanto che i 2 militari e due pompieri finirono pure in ospedale. Nella perquisizione dell’auto i militari trovarono un’ascia che pare servisse loro per dei lavori che stavano facendo in campagna. I due furono arrestati.
Nell’udienza preliminare il proprietario del bar, rappresentato dall’avvocato Vincenzo Menicucci, si è costituito parte civile. Nel corso del processo, che si aprirà il 10 marzo dinanzi al collegio, padre e figlio proveranno a smontare le accuse. (t.d.r.)